Sportello Stage

 

IL MANUALE DELLO STAGE

 

A cura di

 

ACTL
Associazione per la Cultura e il Tempo Libero

 

Regione Lombardia

Direzione Generale Formazione Lavoro

Direzione Generale Presidenza


INDICE

Prefazione (a cura di Guido Bombarda)

Introduzione (a cura di Edoardo Croci)

  1. Lo stage

  2. 1.1 Definizione

    1.2 Normativa di riferimento

    1.3 Durata

    1.3.1 Interruzione
     

  3. Il processo di stage

  4. 2.1 Per l’ente promotore

    2.2 Per le aziende
     

  5. Gli attori principali del processo

  6. 3.1 L’ENTE PROMOTORE

    3.1.1 La definizione di ente promotore

    3.1.2 Le attività dell’ente promotore

    3.1.2.1 Gli obblighi previsti dalla legge

    3.1.2.2 Le altre attività di relazione con le imprese

    3.1.3 Il tutor dell’ente promotore

    3.1.3.1 Definizione

    3.1.3.2 La normativa di riferimento

    3.1.3.3 Le attività del tutor

    3.1.3.4 Il monitoraggio del percorso

    3.2 LE AZIENDE/REALTA’ LAVORATIVE

    3.2.1 Gli obblighi previsti dalla legge

    3.2.1.1 I limiti numerici imposti dalla legge

    3.2.2 Il tutor aziendale

    3.2.2.1 Definizione

    3.2.2.2 La normativa di riferimento

    3.2.2.3 Le attività del tutor aziendale

    3.2.2.4 Il monitoraggio del percorso

    3.2.2.5 La relazione con il tutor dell’ente promotore

    3.3 GLI STAGISTI

    3.3.1 Chi sono

    3.3.2 Beneficiari e durata degli stage secondo la legge

    3.3.3 Le regole di comportamento in azienda

    3.3.4 La relazione con i due tutor

    3.4 Gli altri attori del processo di stage

    3.4.1 L’Inail

    3.4.1.1 Obblighi assicurativi

    3.4.1.2 Come aprire una posizione INAIL

    3.4.1.3 Come gestire la posizione INAIL

    3.4.1.4 Informazioni pratiche

    3.4.2 L’Ispettorato del lavoro

    3.4.2.1 Obbligo informativo

    3.4.2.2 Ruolo di vigilanza

    3.4.2.3 Informazioni pratiche

    3.4.3 Le Regioni

    3.4.3.1 Obbligo informativo

    3.4.3.2 Informazioni pratiche

    3.4.4 Il sindacato

    3.4.4.1 Obbligo informativo

    3.4.4.2 Informazioni pratiche
     

  7. Gli strumenti del processo

  8. 4.1 La convenzione di stage

    4.1.1 Convenzioni quadro

    4.1.2 Modello di convenzione

    4.2 Il progetto formativo

    4.2.1 Modello di progetto formativo

    4.3 Le assicurazioni

    4.3.1 L’assicurazione INAIL

    4.3.2 I tempi

    4.3.3 L’assicurazione responsabilità civile

    4.4 Le borse di studio/assegni di studio/rimborsi spese

    4.4.1 Il trattamento fiscale

    4.4.2 Le modalità di erogazione

    4.5 I crediti formativi

    4.6 Le comunicazioni a regione, sindacato e ispettorato del lavoro

    4.6.1 Modello di lettera

    4.6.2 I tempi

    4.7 La valutazione dello stage

    4.7.1 La scheda di valutazione dell’azienda

    4.7.1.1 Modello di scheda di valutazione dell’azienda

    4.7.2 L’attestato di stage

    4.7.2.1 Modello di attestato di stage

    4.7.3 La relazione di fine stage

    4.7.3.1 Modello di relazione di fine stage

     

     

  9. Casi particolari


  10. 5.1 Stage per stranieri in Italia

    5.2 Stage per italiani all’estero

    5.3 Stage per le categorie protette

 


 

Prefazione

a cura di Guido Bombarda

 

Mentre in tutta Europa la Formazione va assumendo sempre più il ruolo di "secondo pilastro" nel quadro delle politiche attive del lavoro in Italia – in questo momento – ci sono forze che, per fini puramente ideologici, per nostalgie stataliste o per calcoli di potere vorrebbero vedere la formazione relegata nuovamente ad un ruolo subordinato, sminuendone l'utilità.

La Regione Lombardia, invece, ha profuso in questi ultimi anni molte energie proprio in questo settore, riattivando i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, ammodernando i piani regionali di formazione, monitorando in maniera costante il mercato del lavoro e svolgendo una forte azione di orientamento scolastico.

Il frutto di questi sforzi – cui vanno aggiunte le azioni di orientamento scolastico, gli interventi diretti nelle aree di crisi, i finanziamenti all’imprenditoria giovanile e gli incentivi ad assumere disoccupati di lunga durata – è stata la diminuzione della percentuale di disoccupati nella nostra Regione, in evidente controtendenza con la media nazionale.

Su questa strada di forte intervento attivo si pone anche questo "Sportello Stage" che costituisce un ulteriore, importante e modernissimo trait-d’union tra il mondo dell’istruzione superiore e quello del lavoro. E’ attraverso iniziative come questa, che può diventare paradigmatica anche per altre Regioni (e non solo italiane…) che la Regione Lombardia rinnova il suo impegno a modernizzare e sburocratizzare le future politiche dell’occupazione.

Ancora una volta, quindi, prende corpo nei fatti la nostra volontà di innovare e di offrire servizi sempre più moderni ed efficienti per i cittadini. E’ l’ennesimo esempio di quella "cultura del fare", che ha fin qui caratterizzato l’operato di questa Giunta e che speriamo possa servire a costruire un futuro migliore e più sicuro per tutti i giovani lombardi.

Guido Bombarda

Assessore ai Giovani, Lavoro, Formazione Professionale e Sport

 

 

Introduzione

a cura di Edoardo Croci

 

La Regione Lombardia nell’ambito delle proprie politiche di sviluppo occupazionale ha promosso Sportello Stage, una nuova iniziativa per favorire la realizzazione di stage, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con il Fondo Sociale Europeo (Programma operativo Multiregionale "Parco Progetti"), attuata da ACTL con il supporto di Corriere Lavoro-Corriere della Sera.

Sportello Stage è un servizio pubblico gratuito finalizzato alla promozione e diffusione di tirocini formativi e di orientamento (stage). Il servizio è rivolto ai giovani interessati a svolgere stage, alle imprese e agli enti promotori (scuole, enti di formazione, ecc.).

Questo manuale è uno degli strumenti operativi realizzati da Sportello Stage a favore degli enti promotori di stage e delle aziende, al fine di contribuire a far crescere la cultura dell’alternanza scuola-lavoro.

Una delle ragioni che hanno sinora frenato lo sviluppo dello stage è infatti la scarsa conoscenza della modalità di attivazione e gestione sia da parte dei potenziali enti promotori che delle aziende, soprattutto medio-piccole.

Il manuale illustra dettagliatamente il processo di stage, spiega inoltre quali sono gli attori e gli strumenti di questo processo.

Il manuale si propone come una guida pratica allo stage, che gli utilizzatori potranno consultare al fine di attivare stage efficaci e nel rispetto della recente normativa in materia.

Nel manuale si trovano le risposte alle esigenze che gli attori si trovano normalmente ad affrontare nell’avviare e gestire uno stage. Per eventuali problemi specifici ci si può comunque rivolgere a Sportello Stage.

Hanno contribuito alla redazione del manuale: Gian Battista Rosa, Paolo Tolle, Alice Tranchellini, Marina Verderajme.

 

 

Edoardo Croci

Presidente ACTL

 

 

1. Lo stage

 

1.1 Definizione

Lo stage in azienda costituisce la fase pratica della formazione individuale, finalizzata a far conoscere la realtà aziendale e far acquisire gli elementi applicativi di una specifica attività.

Questo tipo di esperienza è da tempo sviluppata in molti Paesi come parte integrante dei curricula di studio e ha consentito una maggiore integrazione tra sistema scolastico e sistema produttivo evitando stacchi troppo netti tra tempo della formazione e tempo del lavoro, come invece è accaduto in Italia.

Negli ultimi anni anche nel nostro Paese si è assistito ad una rivalutazione della formazione caratterizzata dall’alternanza tra scuola e lavoro anche per effetto degli accordi tra le parti sociali, come il Patto per il lavoro del 24 settembre 1996 che dedica un apposito capitolo al tirocinio quale strumento che favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro.

Le attività svolte nel corso dei tirocini possono avere valore di credito formativo e possono entrare nel curriculum dello studente se sono certificate dall’ente promotore.

1.2 Normativa di riferimento

Gli stage aziendali sono regolamentati dal D.M. 25 marzo 1998, n° 142 pubblicato sulla G.U. 108 del 12 maggio 1998 (vedi allegato 2), che chiarisce ambiti e modalità applicative della legge 196 del 24 Giugno 1997 (vedi allegato 1), ove parla (art. 18) dei "tirocini formativi e di orientamento", che è la definizione "legale" degli stage per il nostro ordinamento.

La normativa, oltre a definire in modo puntuale tutti gli aspetti connessi all’attivazione di uno stage, chiarisce che la finalità è quella di "realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro".

 

 

 

ALLEGATO 1

ARTICOLO 18 L. 196/97

Tirocini formativi e di orientamento

 

Al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stage a favore di soggetti che hanno già assolto l'obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, da adottarsi ai sensi dell' art.17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni nel rispetto dei seguenti principi e criteri generali:

 

ALLEGATO 2

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

 

DECRETO 25 marzo 1998, n. 142

Regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei criteri di cui all'articolo 18

della legge 24 giugno 1997, n. 196, sui tirocini formativi e di orientamento.

 

IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DI CONCERTO CON

IL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

E CON

IL MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA

 

Vista la legge del 24 giugno 1997, n. 196, recante disposizione in materia di promozione dell'occupazione e in particolare l'articolo 18 della predetta legge 24 giugno 1997, n. 196, contenente disposizioni in materia di tirocini formativi e di orientamento, il cui primo comma stabilisce che, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministero della pubblica istruzione e con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica da adottarsi ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate disposizioni attuative;

Ritenuto di dare attuazione a tale prescrizione;

Udito il parere del Consiglio di Stato reso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 9 marzo 1998;

Considerato che criteri e modalità dei rimborsi di cui all'articolo 9, comma 1, lettera a) e b), del presente regolamento non possono costituire oggetto di disciplina regolamentare, essendo per essi prevista separata decretazione successiva al regolamento medesimo, a norma dell'articolo 18, comma 1, lettera g), e dell'articolo 26, comma 6, della sopracitata legge n. 196 del 1997, anche in considerazione della necessità di verificare le risorse finanziarie preordinate allo scopo;

Data comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri con nota del 18 marzo 1998;

EMANA

il seguente regolamento:

 

Art. 1

Finalità

1. Al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell'ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, sono promossi tirocini formativi e di orientamento a favore di soggetti che abbiano già assolto l'obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859.

2. I rapporti che i datori di lavoro privati e pubblici intrattengono con i soggetti da essi ospitati ai sensi del comma 1, non costituiscono rapporti di lavoro.

3. I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in relazione all'attività dell'azienda, nei limiti di seguito indicati:

  1. aziende con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, un tirocinante;

  2. con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra sei e diciannove, non più di due tirocinanti contemporaneamente;

  3. con più di venti dipendenti a tempo indeterminato, tirocinanti in misura non superiore al dieci per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente.

Art.2.

Modalità di attivazione

  1. I tirocini formativi e di orientamento sono promossi, anche su proposta degli enti bilaterali e delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, da parte dei seguenti soggetti, anche tra loro associati:

a) agenzie per l'impiego istituite ai sensi degli articoli 24 e 29 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, sezioni circoscrizionali per l'impiego di cui all'articolo 1 della medesima legge, ovvero strutture, aventi analoghi compiti e funzioni, individuate dalle leggi regionali;

b) università e istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;

c) provveditorati agli studi;

d) istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino titoli di studio con valore legale, anche nell'ambito dei piani di studio previsti dal vigente ordinamento;

e) centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento nonché centri operanti in regime di convenzione con la regione o la provincia competente, ovvero accreditati ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 giugno 1997, n. 196

f) comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti;

g) servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione.

2. I tirocini possono essere promossi anche da istituzioni formative private, non aventi scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione, fatta salva la possibilità di revoca della regione.

 

Art. 3.

Garanzie assicurative

1. I soggetti promotori sono tenuti ad assicurare i tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), nonché presso idonea compagnia assicuratrice per la responsabilità civile verso terzi. Le coperture assicurative devono riguardare anche le attività eventualmente svolte dal tirocinante al di fuori dell'azienda e rientranti nel progetto formativo e di orientamento. Le regioni possono assumere a proprio carico gli oneri connessi a dette coperture assicurative.

2. Nel caso in cui i soggetti promotori delle iniziative di cui all'art. 1 siano le strutture pubbliche competenti in materia di collocamento e di politica attiva del lavoro, il datore di lavoro che ospita il tirocinante può assumere a proprio carico l'onere economico connesso alla copertura assicurativa INAIL.

3. Ai fini dell'assicurazione contro gli infortuni del lavoro, il premio assicurativo è calcolato sulla base della retribuzione minima annua valevole ai fini del calcolo delle prestazioni INAIL e sulla base del tasso del nove per mille corrispondente alla voce 0720 della tariffa dei premi, approvata con decreto ministeriale del 18 giugno 1988.

Art.4

Tutorato e modalità esecutive

1. I soggetti promotori garantiscono la presenza di un tutore come responsabile didattico-organizzativo delle attività; i soggetti che ospitano i tirocinanti indicano il responsabile aziendale dell'inserimento dei tirocinanti cui fare riferimento.

2. I tirocini sono svolti sulla base di apposite convenzioni stipulate tra i soggetti promotori e i datori di lavoro pubblici e privati. Alla convenzione, che può riguardare più tirocini, deve essere allegato un progetto formativo e di orientamento per ciascun tirocinio, contenente:

a) obbiettivi e modalità di svolgimento del tirocinio assicurando, per gli studenti, il raccordo con i percorsi formativi svolti presso le strutture di provenienza;

b) i nominativi del tutore incaricato dal soggetto promotore e del responsabile aziendale;

c) gli estremi identificativi delle assicurazioni di cui all'art. 3;

  1. la durata ed il periodo di svolgimento del tirocinio;

  2. il settore aziendale di inserimento.

3. L'esperienza può svolgersi in più settori operativi della medesima organizzazione lavorativa.

4. Qualora le esperienze si realizzino presso una pluralità di aziende, le convenzioni possono essere stipulate tra il titolare della struttura che promuove i tirocini e l'associazione di rappresentanza dei datori di lavoro interessati. E' ammessa la stipula di "convenzioni quadro" a livello territoriale fra i soggetti istituzionali competenti a promuovere i tirocini e le associazioni dei datori di lavoro interessate.

5. I modelli di convenzione e di progetto formativo e di orientamento cui fare riferimento sono allegati al presente decreto.

 

Art. 5

Convenzioni

1. I soggetti promotori sono tenuti a trasmettere copia della convenzione e di ciascun progetto formativo e di orientamento alla regione, alla struttura territoriale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale competente per territorio in materia di ispezione nonché alle rappresentanze sindacali aziendali ovvero in mancanza, agli organismi locali delle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Art. 6

Valore dei corsi

1. Le attività svolte nel corso dei tirocini di formazione e orientamento, possono avere valore di credito formativo e, ove debitamente certificato dalle strutture promotrici, possono essere riportate nel curriculum dello studente o del lavoratore ai fini dell'erogazione da parte delle strutture pubbliche dei servizi per favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

 

Art. 7

Durata

1. I tirocini formativi e di orientamento hanno durata massima:

a) non superiore a quattro mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano studenti che frequentano la scuola secondaria;

b) non superiore ai sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano lavoratori inoccupati o disoccupati ivi compresi quelli iscritti alle liste di mobilità;

c) non superiore a sei mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post-laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione;

d) non superiore a dodici mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;

e) non superiore a dodici mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate ai sensi del comma 1 dell'art. 4 della legge 8 novembre 1991, n.381, con l'esclusione dei soggetti individuati al successivo punto f);

f) non superiore a ventiquattro mesi nel caso di soggetti portatori di handicap.

2. Nel computo dei limiti sopra indicati non si tiene conto degli eventuali periodi dedicati allo svolgimento del servizio militare o di quello civile, nonché dei periodi di astensione obbligatoria per maternità.

3. Le eventuali proroghe del tirocinio sono ammesse entro i limiti massimi di durata indicati nel presente articolo, ferme restando le procedure previste agli articoli 3,4, e 5.

 

Art. 8

Estensibilità ai cittadini stranieri

1. Le presenti disposizioni sono estese ai cittadini comunitari che effettuino esperienze professionali in Italia, anche nell'ambito di programmi comunitari in quanto compatibili con la regolamentazione degli stessi, nonché ai cittadini extracomunitari secondo principi di reciprocità e criteri e modalità da definire mediante decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica.

Art. 9

Procedure di rimborso

1. Con decreto del Ministro del Lavoro e della previdenza sociale sono stabilite:

a) le modalità e i criteri di ammissione delle imprese al rimborso totale o parziale degli oneri finanziari connessi all'attuazione dei progetti di tirocinio previsti dall'art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, a favore dei giovani del mezzogiorno presso imprese di regione del centro e del nord, ivi compresi, nel caso in cui i progetti lo prevedano, quelli relativi alle spese sostenute per il vitto e l'alloggio del giovane. Alle finalità del presente comma si provvede nei limiti delle risorse finanziazie preordinate allo scopo, nell'ambito del Fondo di cui all'art. 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236;

b) le modalità e i criteri per il rimborso, ai sensi dell'art. 26, comma 6, della legge n. 196 del 1997, degli oneri sostenuti, a titolo di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dai soggetti ospitati nel caso in cui i soggetti promotori dei tirocini siano le strutture individuate all'art. 2, comma 1, punto a), del presente decreto;

c) le modalità e le condizioni per la computabilità, ai fini della legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni, dei soggetti portatori di handicap impiegati nei tirocini, purchè questi ultimi siano finalizzati all'occupazione e siano oggetto di convenzione ai sensi degli art. 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56.

2. I rimborsi di cui ai punti a) e b) sono previsti prioritariamente per i progetti di tirocinio di orientamento e di formazione definiti all'interno di programmi quadro predisposti dalle regioni, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.

3. Resta ferma la possibilità, per le istituzioni scolastiche, di realizzare esperienze di stage e di tirocinio incluse nei piani di studio previste dal vigente regolamento.

 

Art. 10

Norme abrogate

1. Si intendono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del presente regolamento le seguenti norme: i commi 14, 15, 16, 17 e 18, dell'art. 9, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, il comma 13, dell'art. 3, del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, nonché l'art. 15, della legge 21 dicembre 1978, n. 845.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 25 marzo 1998

Il Ministro del lavoro

e della previdenza sociale

TREU

 

 

 

1.3 Durata

La durata degli stage varia a seconda dei soggetti beneficiari (si veda capitolo 3.3.2 e D.M. 142 art. 7).

La legge non impone un limite minimo ma solo una durata massima, che varia da 4 mesi a 12 mesi, che non può essere superata se lo stage viene svolto all’interno della stessa azienda.

Non ci sono invece vincoli sul numero di stage che una persona può svolgere nel corso del suo percorso di studio.

Se nel progetto formativo la durata dello stage è inferiore a quella massima prevista dalla legge, è possibile chiedere una proroga dello stage all’ente formatore. Andranno peraltro rieseguite tutte le formalità previste per l’attivazione dello stage (per approfondimenti capitolo 2.2).

Nel caso di assenza per maternità o per assolvimento degli obblighi militari da parte dello stagista, l’azienda può chiedere una momentanea interruzione dello stage, e riprenderlo dopo la sospensione.

1.3.1 Interruzione

Il periodo di tirocinio può essere interrotto in qualsiasi momento sia dallo stagista che dall’azienda. La legge non prevede nessun preavviso, né alcuna particolare formalità. E' buona norma comunque spiegare alla controparte il motivo per cui si intende interrompere lo stage. E' inoltre opportuno avvisare della chiusura anticipata il tutor dell'Ente promotore, per valutare insieme le decisioni da prendere e anche per consentire all’Ente promotore di regolare le pendenze assicurative.

 

2. Il processo di stage

Alleghiamo di seguito due tabelle che sintetizzano le attività che devono essere svolte dall’ente promotore di stage e dall’azienda per una corretta gestione del processo di stage.

 

2.1 Per l’ente promotore

Il processo di stage per l’ente promotore

Raccolta di offerte di stage

Pubblicizzazione delle offerte di stage

 

Avvio pratica per nuovo stage

Inizio stage

Termine stage

2.2. Per le azienda

Il processo di stage per l’azienda

Definizione della offerta di stage

Contatto con ente promotore per offerta stage

Selezione dello stagista e avvio di stage

Periodo di stage

Termine stage

 

 

 

3. Gli attori principali del processo

 

3.1 L’Ente Promotore

La normativa prevede che gli stage siano promossi da specifiche tipologie di enti promotori in grado di guidare il processo dello stage e di garantirne il buon funzionamento.

L’ente promotore interessato ad avviare stage dovrebbe dedicare alcune risorse per l’avvio e la gestione di questo processo. Sarebbe opportuno definire un responsabile di questa attività, che diventerà punto di riferimento per studenti, aziende, associazioni imprenditoriali interessate a ricevere informazioni e assistenza in materia di tirocini.

Tale figura, che chiameremo il coordinatore stage, promuove la realizzazione di esperienze di stage presso aziende industriali e di servizi e presso enti pubblici e privati: è inoltre responsabile dello svolgimento di tutte le pratiche burocratiche connesse all’attivazione di stage.

3.1.1 La definizione di ente promotore

La legge definisce precisamente la maggior parte degli enti promotori che possono attivare periodi di stage.

Secondo il D.M. 142 art. 5 i tirocini possono essere promossi da:

La normativa prevede inoltre che gli enti bilaterali e le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori abbiano un ruolo propositivo e di incentivazione dello strumento stage.

3.1.2 Le attività dell’ente promotore

Gli enti promotori che promuovono i tirocini devono svolgere una serie di adempimenti previsti dalla legge.

3.1.2.1 Gli obblighi previsti dalla legge

Gli adempimenti normativi a carico degli enti promotori sono

3.1.2.2 Le altre attività di relazione con le imprese

Il coordinatore stage dell’ente promotore dovrà, per realizzare stage efficaci, anche:

3.1.3 Il tutor dell’ente promotore

3.1.3.1 Definizione

L’ente promotore dovrà definire un tutor interno per ogni stage (la stessa persona potrà seguire più stage) che potrà essere scelto tra i docenti o i formatori dell’ente stesso. E’ possibile che lo stesso coordinatore stage svolga anche questo ruolo.

3.1.3.2 La normativa di riferimento

Secondo art. 4 comma 1 del D.M. 142 i soggetti promotori garantiscono la presenza di un tutor come responsabile didattico-organizzativo delle attività di stage.

3.1.3.3 Le attività del tutor

Il tutor delegato dall’ente promotore ha un compito di impostazione metodologica e di controllo.

Il tutor deve verificare la correttezza del progetto formativo rispetto alle caratteristiche del percorso formativo e assicurarsi della serietà, delle motivazioni e dell’impegno sia dello stagista che dell’azienda.

Dovrà inoltre definire alcuni aspetti operativi dello stage, come l’individuazione del periodo e degli orari relativi allo stage.

Infine dovrà monitorare continuamente lo svolgimento dello stage per risolvere possibili incomprensioni o insoddisfazioni da parte dell’azienda o dello stagista.

3.1.3.4 Il monitoraggio del percorso

Per un buon monitoraggio dell’esperienza di stage il tutor dell’ente promotore dovrebbe contattare telefonicamente almeno un paio di volte lo stagista e fargli visita almeno una volta al fine di verificare il rispetto di quanto previsto dal progetto formativo e il buon andamento dello stage. Sarebbe opportuno incontrare anche il tutor aziendale nel corso di queste visite.

Si consiglia di definire preventivamente le modalità di intervento con il tutor aziendale e di redigere una piccola relazione per ogni contatto per poter fare un bilancio dell’attività.

 

3.2 LE AZIENDE/REALTA’ LAVORATIVE

I datori di lavoro pubblici e privati possono offrire periodi di tirocinio al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

3.2.1 Gli obblighi previsti nelle convenzioni

Al D.M. 142 è allegato un modello di convenzione, che non è tuttavia vincolante e potrà quindi essere "personalizzato" in funzione delle esigenze concordate tra ente promotore e azienda; gli obblighi richiamati nel modello citato sono comunque:

 

 

3.2.1.1 I limiti numerici imposti dalla legge

Il D.M. 142 art. 1 punto 3 impone dei limiti per l’attivazione contemporanea di stage che possono essere così riassunti:

 

N° dipendenti a tempo indeterminato

N° stage in contemporanea

Fino a 5

1

Da 6 a 19

2

Maggiore o uguale a 20

Massimo il 10% del n° dei dipendenti a tempo indeterminato

 

Il numero massimo di stagisti è ovviamente una garanzia che lo strumento dello stage non assuma ruoli diversi da quelli previsti dalla normativa e dallo spirito del tirocinio stesso: inserire troppi stagisti vorrebbe dire non poterli seguire in modo adeguato.

 

3.2.2 Il tutor aziendale

3.2.2.1 Definizione

Il tutor aziendale è di solito il responsabile del reparto in cui è inserito il giovane, o uno specialista di formazione che segua tutti gli inserimenti di stagisti. Egli è responsabile dell’accoglimento e della assistenza operativa allo stagista nel periodo di permanenza in azienda.

Le caratteristiche chiave del buon tutor, da un punto di vista personale, sono la disponibilità, la competenza, la capacità di comunicare e coinvolgere.

 

 

3.2.2.2 La normativa di riferimento

Secondo il D. M. 142 art. 4 I tutor aziendale è la persona all’interno dell’impresa che favorisce l’inserimento dei tirocinanti nell’impresa.

Il suo nominativo va specificato nel progetto formativo.

 

3.2.2.3 Le attività del tutor aziendale

Il tutor aziendale cura la presentazione e l’inserimento dello stagista nei primi giorni, verifica che si segua il progetto formativo programmato, fornisce feedback sulla qualità della sua prestazione, assiste lo stagista nei piccoli problemi che potrebbe incontrare durante il periodo di stage.

Nel momento dell’inserimento in azienda, allo stagista andranno illustrate tutte le normative che regolano la vita aziendale, con particolare attenzione a quella antiinfortunistica, a quelle comportamentali, igieniche od organizzative richieste all’interno della struttura ospitante.

E’ buona regola inoltre spiegare allo stagista le attività della azienda nel suo complesso, e approfondire l’intero processo lavorativo all’interno del quale si colloca l’attività che gli verrà affidata.

Dovranno inoltre essere chiariti i seguenti aspetti: orario di lavoro, eventuali buoni pasto, eventuali rimborsi spesa, strumenti di lavoro, riservatezza.

E’ opportuno che il tutor aziendale abbia contatti e incontri con il tutor dell’ente promotore per verificare l’andamento dello stage.

Il tutor aziendale dovrebbe, se previsto in convenzione, redigere la relazione di fine stage.

3.2.2.4 Il monitoraggio del percorso

Durante il periodo di stage sarà necessario predisporre anche da parte dell’azienda alcuni strumenti di valutazione dell’esperienza, come ad esempio, un questionario di ingresso nel quale vengono raccolte le aspettative dello stagista, dei colloqui periodici con il tutor aziendale e con il tirocinante in cui si discute dei problemi e degli aspetti positivi dell’esperienza.

Un utile strumento, generalmente indicato anche nelle convenzioni, è una relazione di valutazione al termine dello stage in cui si raccoglie un giudizio sulle attività e sul profilo dello stagista.

A questo proposito di veda il capitolo 4.6

3.2.2.5 La relazione con il tutor dell’ente promotore

Il tutor aziendale dovrebbe rendersi disponibile a contatti telefonici ed ad un momento d’incontro con il tutor dell’ente promotore per verificare l’andamento dello stage.

Queste relazioni dovrebbero favorire l’interscambio fra i due soggetti al fine di migliorarne la collaborazione.

 

 

3.3 GLI STAGISTI

 

3.3.1. Chi sono

In generale lo stage si rivolge a giovani che stanno svolgendo un periodo di formazione o che hanno terminato il ciclo di studio.

3.3.2. Beneficiari e durata degli stage secondo la legge

L’art. 7 D. M. 142 definisce chiaramente chi sono i beneficiari degli stage e determina inoltre la durata massima degli stage a secondo del tirocinante.

 

 

Soggetti beneficiari

Durata

(esclusi periodi di sospensione per servizio militare o per maternità)

Studenti che frequentano la scuola secondaria

Massimo 4 mesi

  • Lavoratori inoccupati* o disoccupati, iscritti nelle liste di mobilità;

  • Allievi degli Istituti professionali di Stato;

  • Studenti che frequentano attività formative post diploma o post laurea

Massimo 6 mesi

  • Studenti universitari e laureati da non più di 18 mesi;

  • Studenti che frequentano dottorati di ricerca

  • Studenti che frequentano scuole di specializzazione, anche nei 18 mesi successivi il termine degli studi;

  • Persone svantaggiate (legge 381/1991**)

Massimo 12 mesi

Portatori di handicap

Massimo 24 mesi

 

 

* inclusi quei lavoratori "a tempo parziale" con orari settimanali inferiori a 20 ore in base al D.L. 30/10/84 n. 726 convertito in legge 19/12/84 n. 863

** invalidi fisici, psichici e sensoriali, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli 47,47 bis, 47 ter, 48 l. 26/7/75, n.354 e l. 10/10/86, n. 663., soggetti indicati con D.L. 14/12/47, n. 1577 e successive modifiche.

3.3.3 Le regole di comportamento in azienda

Lo stagista, come previsto dal progetto formativo (si veda capitolo 4.2), durante lo svolgimento dello stage dovrà rispettare le seguenti regole:

3.3.4 La relazione con i due tutor

Lo stagista dovrà tenere quotidiani contatti con il tutor aziendale ed informarlo costantemente di eventuali problemi. Al contrario il rapporto con il tutor dell’ente promotore sarà più saltuario durante il periodo in azienda e di solito si concretizza in un paio di telefonate ed un incontro.

 

3.4 Gli altri attori del processo di stage

3.4.1 L’Inail

3.4.1.1 Obblighi assicurativi

L’art. 3 D.M. 142 obbliga gli enti promotori a farsi carico dell’assicurazione INAIL, con esclusione delle strutture pubbliche competenti in materia di collocamento per le quali sarà il datore di lavoro a farsi carico di questi oneri.

Le scuole statali che attivano tirocini, secondo la circolare del 13 febbraio 1998 della direzione centrale rischi, possono includere i tirocini nella gestione per conto di cui all’articolo 190 comma 2, del testo unico approvato con D.P.R. 30 giugno 1965 n.1124.

3.4.1.2 Come aprire una posizione INAIL

Per aprire una posizione INAIL è necessario recarsi personalmente all’ufficio INAIL e compilare un modulo di apertura della posizione sul quale andrà specificato che i tirocinanti sono coperti durante gli stage "ovunque", anche in caso di trasferta.

(ALLEGATO 3)

L’INAIL comunicherà in breve tempo il numero della posizione assicurativa.

Da questo momento sarà possibile inviare le comunicazioni per l’attivazione degli stage per dare effetto alle coperture assicurative.

Le comunicazioni all’INAIL devono essere sempre inviate per raccomandata con ricevuta di ritorno.

3.4.1.3 Come gestire la posizione INAIL

L’ente promotore dovrà versare annualmente il premio assicurativa all’INAIL che è pari al 9 per mille della retribuzione minima giornaliera.

Per avere l’importo esatto della retribuzione minima giornaliera a cui fare riferimento si consiglia di rivolgersi all’ufficio INAIL provinciale.

3.4.1.4 Informazioni pratiche

La formula per calcolare l’ammontare del premio è la seguente:

(Retribuzione base = Lit. 64.670*) x (0,009) x (numero giorni stage) x (numero di allievi)=(premio da versare).

I versamenti andranno liquidati all’ufficio provinciale INAIL annualmente a partire dalla data di apertura della posizione assicurativa.

* si tratta di un valore convenzionale definito dall’Inail per il triennio 1999-2001

 

3.4.2 L’Ispettorato del lavoro

L’Ispettorato del lavoro ha nel processo di stage due importanti ruoli di seguito descritti.

3.4.2.1 Obbligo informativo

L’art. 5 del D.M 142 prevede che l’ente promotore debba trasmettere copia della convenzione e ciascun progetto formativo alla struttura territoriale del Ministero del lavoro competente in materia di ispezioni.

Sarebbe opportuno far arrivare questa documentazione dopo pochi giorni dall’avvio dei tirocini.

3.4.2.2 Ruolo di vigilanza

L’Ispettorato potrà svolgere ispezioni presso l’azienda per verificare se è stata correttamente applicata la legge, ma soprattutto potrà controllare che l’esperienza di stage non costituisca rapporto di lavoro.

3.4.2.3 Informazioni pratiche

La documentazione relativa allo stage andrà inviata, per posta ordinaria, all’Ispettorato del lavoro territorialmente competente: il materiale dovrà dunque essere spedito alla sede provinciale dell’ispettorato in cui ha sede il tirocinio.

L’indirizzo dell’ufficio può essere ricercato sugli elenchi telefonici o richiesto all’ufficio del personale dell’azienda.

 

3.4.3 Le regioni

Le regioni stanno assumendo un ruolo sempre più importante in materia di politiche del lavoro e i tirocini sono diventati uno dei migliori strumento per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani.

3.4.3.1 Obbligo informativo

L’art. 5 del D.M 142 prevede che l’ente promotore debba inviare copia della convenzione e ciascun progetto formativo alla regione.

3.4.3.3 Informazioni pratiche

Per quanto riguarda la Regione Lombardia la documentazione degli stage sarà da inviare a:

Regione Lombardia –Direzione Generale Formazione Lavoro

Via Soderini, 24 - 20146 Milano.

E’ opportuno scrivere sulla busta: "Comunicazione di avvio di stage, ai sensi del D.M. 142".

 

3.4.4 Il sindacato

3.4.4.1 Obbligo informativo

L’art. 5 del D.M. 142 prevede che l’ente promotore debba inviare copia della convenzione e di ogni progetto formativo anche ai sindacati aziendali, in mancanza di questi alle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative.

3.4.4.2 Informazioni pratiche

Per la comunicazione ai sindacati è necessario inviare il materiale alla "RSU" (Rappresentanza Sindacale Unitaria) dell'azienda, eventualmente chiedendo per maggior precisione all'azienda stessa il corretto recapito dei rappresentanti sindacali. Nel caso non ci siano rappresentanze interne la comunicazione sarà da inviare alle organizzazioni provinciali dei sindacati maggiormente rappresentativi sul territorio nazionale (CGIL, CISL, UIL).

 

 

 

 

4. Gli strumenti del processo

 

 

4.1 La convenzione di stage

L’azienda e l’ente promotore stipulano una "convenzione" sulla base del modello allegato al D.M. n.142 o sulla base di uno schema fornito dall’ente.

Questo documento contiene le "regole" di svolgimento dello stage e definisce gli obblighi dei soggetti coinvolti.

L’ente promotore deve predisporre la convenzione su carta usobollo. Non sono necessarie marche da bollo.

E’ opportuno compilare due copie in originale: una rimarrà all’ente promotore e una dovrà essere inviata all’azienda.

La convenzione viene stipulata solo in occasione del primo stage: per i successivi tirocini con la stessa azienda è sufficiente compilare il progetto formativo in cui sarà indicato la data in cui è stata stipulata la convenzione.

Se vengono stipulate convenzioni quadro con associazioni industriali (come è il caso di Assolombarda), non sarà più necessario redigere singole convenzioni con le aziende associate a queste strutture.

 

4.1.1 Convenzioni Quadro

A favore di quegli enti che non volessero impegnarsi nel mettere a punto una propria specifica convenzione con l'azienda che ospita lo stagista, diverse Associazioni di Categoria ed Agenzie per l’impiego hanno predisposto delle "convenzioni-quadro". Tali convenzioni consentono ad un ente associativo di rappresentare i propri associati con un’unica convenzione che può essere stipulata con uno o più enti promotori.

Le "convenzioni-quadro" sostituiscono di fatto, per contenuti e forma, le singole convenzioni tra imprese ed enti promotori offrendo all’impresa e all’ente promotore un servizio specifico che consente di snellire i tempi delle pratiche amministrative e li solleva da qualsiasi adempimento di carattere burocratico*.

*Un esempio di convenzione-quadro, quello di Assolombarda, è riportata nel testo "Dall’Idea al Progetto di Stage – Un manuale per l’impresa" realizzato da Sfc-Sistemi formativi Confindustria nell’ambito del Progetto Leonardo "Alter Form. L’alternanza formazione/lavoro e i bisogni delle imprese". Il testo è disponibile anche on-line sul sito: www.ilsole24ore.it.

 

4.1.2 Modello di convenzione

Si allega uno schema di convenzione che riprende quello del decreto ministeriale, a cui si sono però aggiunti gli articoli 5 e 6 in quanto ritenuti indispensabili per attivare rapporti chiari tra enti promotori e imprese.

 

MODELLO DI CONVENZIONE

CONVENZIONE DI TIROCINIO DI FORMAZIONE ED ORIENTAMENTO

TRA

Il/la ...............................................................................................(soggetto promotore) con sede in ..............................................................................., codice fiscale ................................................................ d’ora in poi denominato "soggetto promotore", rappresentato/a dal sig. ........................................................................... nato a ................................................................ il ........................................;

E

.................................................................................................................. (denominazione dell’azienda ospitante) con sede legale in ........................................................................., codice fiscale .......................................................................... d’ora in poi denominato "soggetto ospitante", rappresentato/a dal sig. ..................................................................., nato a ......................................................................... il .....................................................

Premesso

che al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro e realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi i soggetti richiamati all’art. 18, comma 1, lettera a), della legge 24 giugno 1997, n. 196, possono promuovere tirocini di formazione ed orientamento in impresa a beneficio di coloro che abbiano già assolto l’obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859.

Si conviene quanto segue:

Art. 1.

Ai sensi dell’art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 la ................................................ (riportare la denominazione dell’azienda ospitante) si impegna ad accogliere presso le sue strutture soggetti in tirocinio di formazione ed orientamento su proposta di .................................................................................................... (riportare la denominazione del soggetto promotore), ai sensi dell’art. 5 del decreto attuativo dell’art. 18 della legge n. 196 del 1997.

Art. 2.

  1. Il tirocinio formativo e di orientamento, ai sensi all’art. 18, comma 1, lettera d), della legge n. 196 del 1997 non costituisce rapporto di lavoro.

  2. Durante lo svolgimento del tirocinio l’attività di formazione ed orientamento è seguita e verificata da un tutore designato dal soggetto promotore in veste di responsabile didattico-organizzativo, e da un responsabile aziendale, indicato dal soggetto ospitante.

 

Art. 3.

  1. Durante lo svolgimento del tirocinio formativo e di orientamento il tirocinante è tenuto a:

Art. 4.

  1. Il soggetto promotore assicura il/i tirocinante/i contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail, nonché per la responsabilità civile presso compagnie assicurative operanti nel settore. In caso di incidente durante lo svolgimento del tirocinio, il soggetto ospitante si impegna a segnalare l’evento, entro i tempi previsti dalla normativa vigente, agli istituti assicurativi (facendo riferimento al numero della polizza sottoscritta dal soggetto promotore) ed al soggetto promotore.

  2. Il soggetto promotore si impegna a far pervenire alla regione o alla provincia delegata, alle strutture provinciali del Ministero del lavoro e della previdenza sociale competenti per territorio in materia di ispezione, nonché alle rappresentanze sindacali copia della Convenzione di ciascun progetto formativo e di orientamento.

 

Art. 5

Il datore di lavoro che ospita lo stagista si impegna a:

Art. 6

La presente convenzione decorre dalla data sottoindicata, ha durata di un anno e viene rinnovata tacitamente di anno in anno, salvo disdetta da comunicarsi da una delle parti entro tre mesi dalla scadenza.

(luogo)..............................., (data) ..............................................

(Firma per il soggetto promotore) ............................................................

 

(Firma per il soggetto ospitante) ..............................................................

4.2 Il progetto formativo

La convenzione di stage è sempre accompagnata dal "progetto formativo", documento in cui viene descritto in particolare il contenuto dello stage in termini di apprendimento, con riferimento soprattutto alle attività da svolgere e alle capacità/conoscenze che possono arricchire lo stagista.

Il progetto formativo, che può essere anche molto semplice, purchè chiaro nei suoi obiettivi e contenuti concreti, é compilato dall’ente promotore su proposta dell’azienda che attiva lo stage.

Il progetto formativo deve essere firmato dal coordinatore di stage, dal tirocinante e da un responsabile dell’azienda che ha un potere di rappresentare.

4.2.1 Modello di progetto formativo

 

MODELLO DI PROGETTO FORMATIVO

PROGETTO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO

(rif. Convenzione n. ............. stipulata in data ................................)

 

Nominativo del tirocinante ...................................................…………….....…………….

nato a ....................................................................... il .............................……………..…

residente in ..................................................................................................………………

codice fiscale ................................................................................................……………..

Attuale condizione (barrare la casella):

(barrare se trattasi di soggetto portatore di handicap si no

 

Azienda ospitante .......................................................................................………………

Sede/i del tirocinio (stabilimento/reparto/ufficio) ...........................................…………...

........................................................................................................................…………….

Tempi di accesso ai locali aziendali ..............................................................…………….

..........................................................................................................................…………...

Periodo di tirocinio n. mesi ....................... dal .............................. al ............……………

 

Tutore (indicato dal soggetto promotore) ...........................………………………………

Tutore aziendale ...........................................................................................……………..

 

Polizze assicurative:

..............................................................………………………………………………...

 

Obiettivi e modalità del tirocinio ....................................................................……………

..........................................................................................................................…………...

..........................................................................................................................…………...

Facilitazione previste ......................................................................................……………

..........................................................................................................................…………...

 

 

Obblighi del tirocinante:

(luogo)................................., (data) ..................................………………..

Firma per presa visione ed accettazione del tirocinante .........................................………

Firma per il soggetto promotore ............................................................................……….

Firma per l’azienda .................................................................................................………

 

 

4.3 Le assicurazioni

Gli oneri assicurativi sono a carico dell’ente promotore, come già detto nel capitolo 3.4.1

4.3.1 L’assicurazione INAIL

L’ente promotore oltre a gestire la posizione INAIL, dovrà indicare il numero della posizione sul progetto formativo.

In caso di infortunio l’azienda ha l’obbligo di informare l’ente promotore immediatamente.

4.3.2 I tempi

L’ente promotore dovrà provvedere, otto giorni prima dell’inizio dello stage, ad informare l’INAIL a mezzo raccomandata delle date di inizio e di fine dello stage. Se non vengono rispettati questi tempi c’è il rischio di non avere la copertura assicurativa.

4.3.3 L’assicurazione responsabilità civile

Come per l’assicurazione INAIL anche questa assicurazione è obbligatoria ed é a carico dell’ente promotore, tranne nei casi esclusi dalla legge (si veda art. 3 D.M.142).

L’ente promotore dovrà quindi provvedere a stipulare una polizza con un’assicurazione privata o nel caso gli studenti fossero già assicurati estendere la copertura anche per il caso di tirocinio in azienda.

4.4 Le borse di studio/assegni di studio/rimborsi spese

In Italia la legge prevede che il periodo di tirocinio sia a titolo gratuito anche se è possibile riconoscere al tirocinante un premio stage (definito anche rimborso stage o assegno di studio).

Tale compenso economico viene riconosciuto discrezionalmente dall’azienda ed è buona norma inserire tale indicazione nel progetto formativo alla voce "Facilitazioni previste".

4.4.1 Il trattamento fiscale

La legge (D.L. n. 314/1997) prevede che le somme corrisposte come premio stage siano qualificabili fiscalmente come redditi assimilati e vengano determinati seguendo le regole previste per i redditi di lavoro dipendente.

La ritenuta d’acconto va operata con scaglioni e aliquote Irpef ragguagliati al periodo di riferimento e considerando le detrazioni spettanti ragguagliate al periodo utile*.

Infine, la circolare ministeriale del 29 aprile 1997 prevede la possibilità per le imprese di rimborsare le spese sostenute dal tirocinante per l’effettuazione dello stage, dietro presentazione di giustificativi.

 

*Esempio (ritenuta d’acconto calcolata con regole vigenti dal 1 gennaio 1998 (nuovi scaglioni e aliquote Irpef nuove detrazioni):

Caso: Una società eroga un premio stage di Lire 20.000.000 per lo svolgimento di uno stage di 12 mesi.

-imposta lorda: Lire 15.000.000x18.5%=lire 2.775.000

Lire 5.000.000x26.5%=lire 1.325.000

Totale lire 4.100.000

- detrazione spettante ex art. 13 del Tuir= lire 1.050.000

- ritenuta d’acconto: lire 4.100.000-lire 1.050.000= lire 3.050.000

- trattenuta a titolo addizionale Irpef: lire 20.000.000x0.50%=lire 1.000.000

 

4.4.2 Le modalità di erogazione

Il riconoscimento economico può essere corrisposto ogni mese, oppure al termine dello stage.

 

4.4.3 I Crediti formativi

La legge prescrive, a favore degli stagisti-studenti, che il periodo di stage possa avere uno specifico valore all’interno del percorso di studi.

La valorizzazione dello stage per quanto concerne la scuola superiore, ivi incluso l’esame di maturità, è stata di recente normata. Lo stage infatti, in base al D.P.R. del 23/7/98 n. 323 art. 12 (e relativo Decreto Ministeriale del 10/2/99 n. 34) e al D.L. 25/3/98 n. 142 art. 9 c 3, è considerato come "credito formativo". Tale credito formativo, consistente in una qualificata esperienza, debitamente documentata e coerente con il tipo di studi, è uno degli elementi che costituiscono il credito scolastico e permette allo studente di ottenere un punteggio che si aggiunge al punteggio riportato dal maturando nelle prove d’esame scritte e orali. Tale punteggio aggiuntivo, in base alle bande di oscillazione (fasce di valutazione) del regolamento del 23/7/98 art.11 comma 2, viene attribuito dal consiglio di classe nello scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni.

Nelle istituzioni Universitarie il modo di convertire l’esperienza di stage in punteggio di esame, di laurea, o addirittura come sostituzione di esame è lasciato all’autonomia delle singole Università, alcune delle quali hanno già provveduto a dotarsi di regole al proposito. Ciò rientra nell’ambito della più vasta riforma in corso del sistema universitario, che prevede una suddivisione in più livelli, per ciascuno dei quali è necessario accumulare un "credito" espresso in punteggio, corrispondente alle ore di lezione, esercitazioni, laboratorio, stage effettuate.

 

 

4.5 Le comunicazioni a regione, sindacato e ispettorato del lavoro

Secondo il D.M. 142 art. 5, e come già detto nei capitoli 3.4 e seguenti, è necessario inviare copia della convenzione e dei progetti formativi a questi enti.

4.5.1 Modello di lettera

 

MODELLO DI COMUNICAZIONE AGLI ORGANI COMPETENTI

COMUNICAZIONE DI AVVIO IN STAGE

Spett.le REGIONE LOMBARDIA

Indirizzo

 

Spett.le DIREZIONE PROVINCIALE DEL

LAVORO

Servizio ispezione del lavoro

Indirizzo

 

Spett.le R.S.A./R.S.U.

 

O

Spett.li Segreterie provinciali

C.G.I.L.

Centro Servizi Giovani Orientalavoro

Corso di Porta Vittoria, 43 20122 Milano

C.I.S.L. - Indirizzo

U.I.L. - Indirizzo

 

Oggetto: comunicazione di avviamento in stage di mesi…………. (D.M. 25.3.98, n. 142)

 

L'allievo/i…………………………………………………………………………………………………….

………………………………………………………………………………………………………………

è/sono stato/i inviato/i in stage dal …………………………………….. al ……………………………….

presso l'Azienda…………………………………………………………………………………………….………

(indirizzo completo)

secondo l'allegato progetto/i formativo/i e di orientamento.

Distinti saluti.

 

Firma del Direttore dell’Ente Promotore…………..………

 

4.5.2 I tempi

Si consiglia di inviare queste comunicazioni entro pochi giorni dall’inizio dello stage, anche se la legge non prevede un termine.

 

4.6 La valutazione dello stage

All’interno della convenzione possono essere previsti strumenti per il monitoraggio e la valutazione del percorso formativo.

Presentiamo due strumenti: la scheda di valutazione della azienda e la relazione dello studente, che sono ormai entrati nella prassi delle aziende e degli enti che svolgono attività di tirocinio.

E’ naturalmente possibile predisporre un’unica scheda che contenga il punto di vista dell’azienda e dello studente.

L’azienda può anche rilasciare un attestato di effettuazione dello stage al tirocinante.

 

4.6.1 La scheda di valutazione dell’azienda

Al termine dello stage il tutor aziendale dovrebbe redigere una relazione finale da consegnare al coordinatore stage dell’ente promotore.

Questo documento vale sia come attestato di effettuazione di stage per il giovane, che come documentazione per l’ente promotore.

Sarebbe opportuno formalizzare questa scheda su carta intestata della azienda.

In generale la scheda dovrebbe contenere i seguenti punti:

 

4.6.1.1 Modello scheda di valutazione dell’azienda

MODELLO SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL’AZIENDA

SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'AZIENDA

(Su carta intestata dell'azienda)

 

generalità dello stagista

periodo in cui si è svolto lo stage

attività svolte dallo stagista e le conoscenze/abilità acquisite

valutazione del tirocinante rispetto alle capacità, all’impegno, all’interesse dimostrati nel periodo di stage

data e firma del tutor aziendale

4.6.2 L’attestato di stage

L’azienda può facoltativamente rilasciare al tirocinante un attestato di effettuazione di stage, di cui si allega un modello.

 

4.6.2.1 Modello di attestato di effettuazione di stage

MODELLO DI ATTESTATO DI EFFETTUAZIONE DI STAGE

ATTESTATO DI EFFETTUAZIONE DI STAGE

(Su carta intestata dell’azienda)

 

Attività di stage svolta presso la nostra Azienda dal Sig. …………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………….

(generalità complete)

nel periodo dal……………………………………………. al ………………………………………………

Nel corso di detto periodo il tirocinante ha svolto le seguenti attività:

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

Valutazione del tirocinante:

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

(Presentazione e valutazione generale della persona, interesse e curiosità dimostrati, capacità analitiche e/o di sintesi, disponibilità e tempi di apprendimento, raggiungimento dei risultati, integrazione con l'ambiente e le persone, predisposizione attitudinale effettiva alla funzione in cui ha operato, senso dell'organizzazione e di responsabilità, capacità di decisione, di iniziativa, di comunicazione)

Data, ……………………………….

Si ricorda che nei confronti del tirocinante l'Azienda è tenuta ad acquisire, previa adeguata informativa, il consenso al trattamento ed alla comunicazione dei dati personali ai sensi di quanto previsto dalla legge 31.12.96, n. 675

 

Firma del Tutor Aziendale ………………………………..

4.6.3 La relazione di fine stage

Al termine dello stage è opportuno richiedere allo studente una relazione sull’esperienza di stage. Obiettivo di questo documento è quello di comprendere il clima aziendale, l’interesse per le attività svolte, l’utilità delle esperienze, i problemi emersi e i suggerimenti.

Per quest’ultimo documento si allega uno schema puramente indicativo.

4.6.3.1 Modello di relazione di fine stage redatta dal tirocinante

MODELLO DI RELAZIONE DI FINE STAGE REDATTA DAL TIROCINANTE

RELAZIONE DI FINE STAGE

 

Il sottoscritto………………………..nato il…………..a…………………………………

studente/laureato presso la facoltà di……………………………………………………..

ha svolto un periodo di stage presso………………………………………………………

Per n. settimana……………………………………………………………………………

Nella seguente area………………………………………………………………………..

Il tutor aziendale era il sig………………………………………………………………...

Giudizio sul tutor aziendale……………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

Commento sull’esperienza di stage in termini di apprendimento pratico, utilità, problemi emersi…………………………………………………………………………...

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

Suggerimenti………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………….

 

data………………………..

firma tirocinante

…………………………………………….

 

5. Casi particolari

 

5.1 Stage per stranieri in Italia

Lo stage può essere offerto da un’azienda, oltre che a persone italiane, anche a stranieri. Le procedure da seguire sono identiche nel caso di stagisti cittadini dell’Unione Europea; per quelli degli altri paesi la legge li consentirebbe solo previo accordo di reciprocità e specifico regolamento attuativo, che fino ad oggi non è stato emanato.

Si veda art. 8 D.M. 142.

 

5.2 Stage per italiani all’estero

Gli studenti interessati a svolgere stage all’estero possono scrivere direttamente alle aziende o rivolgersi ad associazioni specializzate in scambi internazionali.

In particolare si consiglia di rivolgersi alle istituzioni comunitarie, che offrono generalmente stage da 3 a 5 mesi nelle istituzioni dell’Unione Europea.

5.3 Le categorie protette

Un’importante opportunità offerta dalla normativa riguarda la possibilità di computare gli stagisti che rientrano nelle fattispecie dell’avviamento obbligatorio all’interno della quota riservata alle categorie protette (D.L. 25/3/98 n.142 art. 9 c)

 

 

 

 

 

 

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