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Dopo il Diploma 2012 - Lavorare dopo il Diploma



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I RISULTATI DI EXCELSIOR 2009, LA PIU' IMPORTANTE INDAGINE NAZIONALE
SUI FABBISOGNI OCCUPAZIONALI DELLE IMPRESE ITALIANE

Più laureati e diplomati per le imprese italiane, in un anno, come quello attuale, in cui il sistema  produttivo  nazionale da una parte  contiene le sue prospettive occupazionali, dall’altra alza il livello qualitativo delle sue assunzioni.
Su 523mila assunzioni complessive programmate entro il 2009 dalle imprese di tutti i settori economici, 62.460 sono destinate a laureati e 221.830 a diplomati. Percentualmente questi titoli di studio accrescono la propria incidenza sul totale delle assunzioni:  rispetto  al 2008 le lauree  rappresentano infatti quasi  il 12% delle richieste  delle imprese  (erano il 10,6% lo scorso anno), mentre  i diplomi superano il 42% (contro il 40,5% del 2008). A dimostrarlo è il Sistema informati- vo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, uno dei pochi strumenti  di orientamento disponibili per i giovani e le famiglie alle prese con la scelta della facoltà universitaria  che offra reali chance per il futuro o prossimi all’inizio del- l’anno scolastico. I più amati dalle imprese si confermano i laureati in Economia e nei diversi indirizzi di Ingegneria. Ma nel 2009 aumenta la richiesta di altre tipo- logie di laureati, o in termini di peso percentuale sul totale delle assunzioni (è il caso dei laureati nell’indirizzo sanitario-paramedico), oppure,  sebbene con una richiesta decisamente più contenuta, in valore assoluto (come nel caso dell’indi- rizzo politico-sociale). Tra i diplomi, quelli con indirizzo amministrativo-commer- ciale assicurano maggiori possibilità ai giovani.“I dati di Excelsior mostrano  che il sistema  produttivo  italiano non si è certo fermato in quest’anno difficile per l’economia”, ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Una delle prime strategie messe in atto per contrastare la crisi, infatti, è quella dell’investimento sul capitale umano, la risorsa principale sulla quale può conta- re l’impresa. Ecco così che, pur dovendo contenere i propri programmi di assun- zione, le imprese alzano ‘il tiro’ e si mettono alla ricerca di professionalità più ele- vate e di giovani laureati. L’obiettivo è quello di prepararsi ad affrontare la sfida della ripresa potendo  contare su competenze capaci di fare la differenza, di produrre innovazione, di accrescere  la competitività”.
76mila possibilità per i ragionieri
I  diplomati  rappresentano circa 222mila  delle  assunzioni  programmate nel corso del 2009 (a fronte delle 335mila dello scorso anno), con una crescita, in termini di incidenza sul totale, di circa due punti rispetto  al 2008. I diplomi più richiesti dalle imprese si confermano quelli a indirizzo “amministrativo e com- merciale” (75.900 assunzioni), seguiti dall’indirizzo “meccanico” (14.800) e da quello “turistico-alberghiero” (13.500). Circa 8mila, inoltre, le richieste dell’in- dirizzo elettrotecnico. Anche in termini relativi, l’indirizzo “amministrativo  e commerciale” consolida il suo primato e si conferma nel 2009 in crescita: il suo peso percentuale sul totale delle assunzioni (34,2%) aumenta di circa un punto rispetto  allo scorso anno (33,4%). Un incremento relativo risulta poi per l’indi- rizzo “informatico”  (2,9% la quota  per  l’anno in corso  rispetto  al 2,5% del
2008) e per quello “socio-sanitario” (1,5% a fronte dell’1,1% di dodici mesi fa).

18.600 economisti cercasi
Sono 18.600 i laureati in Economia richiesti quest’anno dalle imprese, il 60% dei quali dovrebbe essere assunto con contratto  a tempo indeterminato. Nella clas- sifica dei titoli universitari più ricercati il secondo posto è occupato dall’indirizzo “sanitario e paramedico” (6.700), in salita di due posizioni rispetto al 2008, e da quello di “ingegneria elettronica e dell’informazione” (6.600).
Fermo restando una richiesta più contenuta da parte delle imprese, il confronto con l’anno scorso  mostra  tuttavia  una miglior tenuta  dell’indirizzo economico (che concentra il 29,8% dei laureati previsti per il 2009 contro il 29,7% dello scor- so anno), del “chimico-farmaceutico” (5,7% contro il 5,6% del 2008) e di quello di “ingegneria civile e ambientale” (3,4% rispetto  al 3,1% dello scorso anno). In termini relativi, cresce la domanda  di laureati a indirizzo “sanitario  e paramedi- co” (10,7% contro l’8,3% del 2008), mentre aumenta sia in valore assoluto, sia in termini di incidenza sul totale, la richiesta di laureati dell’indirizzo politico-socia- le (1.300 le assunzioni  previste quest’anno, 250 in più del 2008) e di quello let- terario, filosofico, storico e artistico (1.120 nel 2009, 220 unità in più del 2008).

L’esperienza conta sempre di più
L’attenzione crescente  alle competenze dei candidati all’assunzione  si accom- pagna  anche  all’orientamento  sempre  più accentuato delle imprese  ad assu- mere personale che abbia già avuto una precedente esperienza lavorativa. Quest’anno  questa inclinazione interessa il 57,5% delle assunzioni  program- mate, 2 punti percentuali  in più del 2008. La maggiore disponibilità di offerta sul mercato del lavoro giustifica inoltre la diminuzione di circa 6 punti percen- tuali della quota di assunzioni non stagionali considerate di difficile reperimento (20,5% rispetto  al 26,2% del 2008), motivata soprattutto dalla diminuzione dei problemi legati a una ridotta presenza della figura da assumere (25%, oltre quattro  punti in meno rispetto  al 2008). Resta però immutata la difficoltà legate al mismatch fra il profilo qualitativo tra domanda e offerta di lavoro, tanto è vero che per il 35,3% delle figure per le quali le imprese prevedono di incontrare diffi- coltà in fase di reclutamento si “ripiegherà” su candidati con un livello di qualifi- cazione più basso, per poi formarli successivamente all’ingresso in azienda.

Nord e Sud a due velocità
Continua a mantenersi alto anche quest’anno il gap tra Nord e Mezzogiorno quan- to a richiesta di lavoratori in possesso di titolo di studio universitario e di scuola superiore. Se nel Nord-Ovest la quota di assunzioni riservata a laureati e diploma- ti raggiunge  quasi  il 60% del totale,  nel Nord-Est arriva al 53,6%, al Centro al
53,3%, nel Mezzogiorno al 50,1%, con una quota di laureati richiesti che non rag- giunge il 9%. A livello provinciale, spicca l’alta percentuale di laureati richiesti a Milano, Torino, Roma, Padova e Pescara, Monza e Varese, mentre sul fronte oppo- sto  si posizionano  Imperia, Grosseto,  Asti e Avellino. Lucca,  Matera,  Imperia, Cosenza e Aosta eccellono invece nella richiesta di diplomati, le cui opportunità sono inferiori, invece, a L’Aquila, Caltanissetta, Viterbo, Isernia e Livorno.


Tratto da: Unioncamere, 14 settembre 2009


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