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Ne abbiamo parlato con Sara Saffioti, Junior Publisher Manager di Madvertise.

Quali prerequisiti sono necessari per lavorare nel mondo digitale? E quali le opportunità per chi, terminati gli studi, si affaccia a questo settore?  Sara ci ha aiutato a delineare un quadro partendo dal suo percorso personale.

   

1) Non è sempre facile orientarsi fra le varie opportunità di stage, tu come hai iniziato il tuo percorso in Madvertise?

Sono entrata in Madvertise alla fine dell’esperienza di Palestra delle Professioni Digitali. Ho sostenuto una serie di colloqui durante il corso, per stage in aziende e posizioni anche molto diverse fra loro. Ho avuto il privilegio di poter scegliere in quale realtà inserirmi, e ho scelto Madvertise perché è una startup innovativa in cui ho sentito, fin dal primo colloquio, che avrei potuto crescere molto a livello professionale e personale.

2) Che ruolo ha rivestito l’esperienza di Palestra delle Professioni Digitali nel tuo successivo percorso di inserimento nel mondo del lavoro?

L’esperienza di Palestra è stata fondamentale soprattutto perché mi ha aiutato molto a chiarirmi le idee su quelle che sono le reali possibilità di inserimento lavorativo nel mondo del digital in Italia. C’è molta confusione in merito, e poter seguire un percorso che aiuti a orientarsi su quante e quali siano le (numerosissime) realtà che si celano dietro l’espressione “digital marketing” è stato molto utile per me.

3) Il tuo percorso formativo ti ha soddisfatta? Quel è stato il tuo ruolo all’interno dell’azienda?

Sono stata inserita in azienda come Junior Publisher Manager & Marketing Assistant: mi occupo della gestione a 360 gradi dei rapporti con gli editori mobile per i quali curiamo la raccolta pubblicitaria, e supporto le attività di marketing dell’azienda. Le conoscenze che avevo prima di iniziare erano appena sufficienti a comprendere quale fosse il business dell’azienda. Madvertise è una concessionaria di pubblicità mobile: un ambito molto specifico del digital marketing per cui l’offerta formativa tradizionale non è attrezzata. Ho avuto la fortuna di entrare a far parte di un team che mi ha supportato in ogni passo e insegnato moltissimo in poco tempo.

4) Le lauree attinenti alla comunicazione vengono spesso definite “deboli” nell’aiutare a inserirsi nel mondo del lavoro, tu cosa ne pensi? Durante lo stage hai avuto modo di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il percorso di studi?

Ho studiato Scienze dei Beni Culturali e successivamente Comunicazione Pubblica e di Impresa. Nonostante l’oggettiva difficoltà nel riuscire a spendere questi titoli all’interno del mercato del lavoro, non mi sono mai pentita della scelta che ho fatto. Adesso sono impiegata nel mondo della comunicazione, in un settore innovativo e, anche se buona parte delle conoscenze acquisite durante il mio percorso accademico non sono direttamente utilizzabili nelle mansioni che compio quotidianamente, credo di aver allenato e alimentato la mia apertura mentale e quelle “soft skills” fondamentali per riuscire ad adattarsi a diverse situazioni.

5) Come si è conclusa la tua esperienza di stage? Che consigli ti sentiresti di dare ai tuoi coetanei che stanno cercando un impiego?

Al termine dello stage sono stata assunta con un contratto di apprendistato. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non scoraggiarsi e informarsi su quelle che sono le vere opportunità per poter cercare una strada il più possibile affine alla propria formazione, ma allo stesso tempo percorribile. Io non avrei immaginato anche solo un anno fa che avrei trovato impiego in una startup digitale; credo che oggi sia importante sapersi adattare e reinventare senza aver paura. La strada è lunga e spesso tortuosa ma io continuo a credere che chi ha un briciolo di spirito di sacrificio e determinazione ce la possa fare con successo.

6)  Il digital è attualmente in forte crescita. Quali prerequisiti bisogna avere, secondo te, per confrontarsi con questo settore?

Innanzitutto un reale interesse verso questo mondo. È un settore in forte e costante evoluzione e a mio parere è necessaria una certa dose di curiosità per riuscire a mantenersi aggiornati e orientarsi nella giungla delle novità, sia tecnologiche che di mercato. È dura riuscire a stare dietro a tutto quello che succede, per questo credo che la motivazione sia il fattore determinante per confrontarsi con il mondo del digital, il resto, come è successo a me, si impara sul campo.

Simone Pivotto – © Riproduzione riservata

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.