Estremamente preoccupanti i dati che emergono dal dossier Istat sul mercato del lavoro in Italia relativi allo scorso mese di marzo.

Nella fattispecie, l’istituto nazionale di statistica, ha registrato 52 mila disoccupati in più rispetto a febbraio. Rispetto al marzo 2014 la disoccupazione è salita di mezzo punto, l’occupazione scesa di 0,1 punti.

Anche il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è pessimo. A marzo la quota di giovani disoccupati è pari al 43,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. In questo caso si tratta di un record negativo: secondo l’Istat, si tratta della crescita più alta da agosto

Il nuovo contratto a tutele crescenti e la decontribuzione, a parte lo spostamento verso i contratti a tempo indeterminato non determinano, dunque, la creazione di nuova occupazione.

Ancora più preoccupante il dato alla luce del calo del tasso di disoccupazione che si riscontra in tutta l’Eurozona. Secondo Eurostat, infatti, a marzo è dell’11,3%, lo stesso dato di febbraio, mentre a marzo 2014 era a 11,7%. Anche nella Ue a 28 resta al 9,8% (stessa percentuale di febbraio, era al 10,4% 12 mesi prima). Secondo la stima di Eurostat nella Ue-28 a marzo i disoccupati sono 23,748 milioni, di cui 18,105 milioni nella zona euro. Rispetto allo stesso mese del 2014 i senza lavoro sono diminuiti di 1,523 milioni nell’Ue-28 e di 679mila nell’Eurozona. 

I dati indicano chiaramente che, agli incentivi sugli inserimenti a tempo indeterminato, vanno affiancati e rafforzati tutti gli strumenti flessibili di inserimento quali, ad esempio, i contratti a progetto.