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L’anno appena trascorso ha sancito un vero proprio record negativo per quanto riguarda l’occupazione in Lombardia. Nel 2014, infatti, il tasso di disoccupazione ha superato l’8%, assestandosi sui massimi livelli di sempre. La percentuale di occupati, tuttavia, è rimasta al 70,7%, contro il 63% della media italiana. Ciò significa che, nonostante la situazione, la Lombardia presenta comunque alcuni segni di ripresa che però non impediscono alla regione di uscire perdente dal paragone con alcune eccellenze estere come la Baviera (dove l’occupazione tocca l’80%).

Questo, in sintesi, è il quadro che è emerso dalla presentazione del rapporto “Il lavoro a Milano”, realizzato da Assolombarda, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, che raccoglie i dati sul mercato del lavoro milanese e lombardo. Secondo il direttore generale di Assolombarda Michele Verna occorre fare leva su forza lavoro di qualità e sui tredici atenei presenti sul territorio, capaci di attirare sempre più studenti anche stranieri.  

Le maggiori criticità, come di consueto, si rilevano sul fronte dei giovani: nel 2014 il numero dei cosiddetti NEET, cioè coloro che non studiano e non cercano lavoro, si è assestato su oltre 75.000 unità di cui quasi 29.00 solo a Milano. Manca un corretto collegamento tra la scuole e aziende: le prime non riescono a creare le competenze e le professionalità richieste dal mondo del lavoro, mentre le seconde non dimostrano sempre l’auspicabile interesse verso i giovani. Notizie positive invece per quanto riguarda l’occupazione femminile, che in Lombardia raggiunge il 60%: si tratta di un risultato davvero notevole, considerato che la media italiana è inferiore di quasi 15 punti. 

Simone Pivotto – © Riproduzione riservata

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.