Senza titolo-1Le nuove tecnologie sono entrate sempre più prepotentemente nella vita di tutti i giorni e il mondo del lavoro non ne è certamente rimasto immune. Internet, se da una parte consente, a chi cerca un impiego, di potersi proporre ad una moltitudine di imprese tramite un semplice click, dall’altra ha fornito anche parecchi strumenti in più a chi si occupa di ricerca e selezione.

La digital reputation, ovvero l’immagine che ognuno di noi si costruisce sulla rete, tramite le condivisioni di materiale e discussioni su forum, blog e più recentemente sui social network, è un territorio in cui molti si avventurano senza rendersi veramente conto di quello a cui vanno incontro.

Una recente ricerca condotta da Adecco su un campione di 17mila candidati e 1.500 responsabili delle risorse umane in tutto il mondo ci offre una fotografia piuttosto chiara della situazione: se da una parte il 50 % di chi cerca lavoro utilizza attivamente la rete internet e i social network, dall’altra sono ben 7 su 10 i recruiter a fare lo stesso nel processo di selezione dei profili.

Questo significa che, ogni volta che inviate un curriculum per un offerta, è molto probabile che il selezionatore, una volta verificata l’attinenza del vostro profilo con la job description, ricerchi traccia di voi sui principali social network, come Facebok, Linkedin, twitter ed Instagram. State dunque attenti a quello che pubblicate, agli argomenti che trattate e soprattutto controllate attentamente il livello di privacy dei vostri account (ovvero chi può vedere cosa).

Il consiglio che vi diamo è il seguente: gestite correttamente il vostro profilo di Linkedin, partecipando attivamente alle discussioni di vostro interesse e creandovi un network funzionale a mettere in risalto le vostre competenze professionali. La parte più importante del vostro profilo è ovviamente quella che fa riferimento alle esperienze lavorative, ma non tralasciate di segnalare i premi, i riconoscimenti e i progetti portanti avanti nella vostra carriera, nonché le attitudini personali. 

Per non vanificare quanto detto finora, è importante ricordare che spesso i primi risultati che si ottengono digitando il vostro nome su Google fanno riferimento a Facebook, luogo dove è fin troppo facile darsi all’eccesso e travalicare certi limiti, anche involontariamente. Prestate molta attenzione ad elementi come foto del profilo e informazioni personali. Certamente i selezionatori sono ben consci del carattere ricreativo di Facebook rispetto a Linkedin, ma la presenza sulla vostra bacheca di contenuti turpi, di cattivo gusto o in aperto contrasto con le politiche aziendali, non deporrebbe certo a vostro favore. Un recruiter su tre ammette infatti di aver scartato un curriculum ritenuto valido dopo aver visto i contenuti pubblicati online dal candidato.

Il Web 2.0 è una risorsa fantastica, ma di difficile gestione, non fatevi trovare impreparati.   

Simone Pivotto – © Riproduzione riservata

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.