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Dal 29 maggio al 2 giugno si è tenuto a Trento il Festival dell’economia, all’interno del quale si è trattato l’argomento  giovani e mercato del lavoro. Tra gli ospiti che sono intervenuti durante l’evento, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco si è soffermato sulla situazione delle aziende in Italia, ponendo l’accento su quanto i dirigenti non sappiano dare la giusta importanza alla formazione accademica dei propri dipendenti.

Attualmente nel nostro paese gli stipendi dei laureati sono infatti quasi equivalenti a quelli dei diplomati, e per questo motivo sempre più giovani decidono di non intraprendere la carriera universitaria. Il problema è duplice e paradossale: chi decide di studiare dopo il diploma non solo “ipoteca” anni della propria vita, giungendo così sul mercato del lavoro in ritardo, ma per di più la sua formazione non viene riconosciuta in termini di retribuzione.

Gli effetti di tali politiche sono chiari e quantificabili: secondo une ricerca condotta dall’OCSE il numero dei laureati nel nostro paese è in calo e solo il 25% dei manager italiani è in possesso di una laurea, contro una media europea del 54%.

“È strano” ha dichiarato Visco sulle colonne del Corriere della Sera “perché quando qualcosa scarseggia il rendimento è alto, invece questo da noi non avviene. Chi deve investire su di sé in conoscenza, di conseguenza non investe, perché sa che sarà pagato poco».

Tutto questo però non si riflette solamente sui giovani, che sempre più spesso decidono quindi di non formarsi, ma anche sulle aziende, che hanno così a disposizione risorse meno valide e finiscono per diventare poco competitive a livello mondiale, soprattutto nei confronti di nazioni che invece incoraggiano i giovani a laurearsi offrendo loro retribuzioni più elevate.

Simone Pivotto – © Riproduzione riservata

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.