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Secondo le stime dell’Istat il mese di maggio ha segnato un trend decisamente negativo per quanto riguarda l’occupazione sul territorio italiano. Nonostante un aprile promettente, i timidi entusiasmi provocati dal JobsAct si sono subito spenti. Maggio ha segnato infatti una diminuzione dei soggetti occupati di 63 mila unità.

Il tasso di disoccupazione, in termini numerici, rimane stabile al 12,4% ma aumenta il numero di coloro che non cercano più lavoro, nella fascia tra i 15 e i 64 anni, di ben 36 mila unità. A determinare questa crescita è soprattutto la componente femminile,  tipicamente esposta a fenomeni quali l’abbandono del lavoro dopo la gravidanza. Tuttavia le donne che lavorano sono aumentate, spesso più per necessità che per volontà, anche se generalmente si concentrano in lavori a basso contenuto di competenze.

I giovani rimangono comunque i più colpiti dalla situazione fin qui esposta: quasi un disoccupato su dieci appartiene infatti alla fascia d’età tra i 15 e i 24 anni e nel mese di maggio il numero di coloro che non lavorano è aumentato di un ulteriore 2,8% (quantificabile in circa 26 mila soggetti).

Decisamente migliori le proiezioni per quanto riguarda l’eurozona, con un tasso di disoccupazione stabile all’11,1% al mese di maggio e addirittura in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Istat precisa come si tratti del miglior risultato registrato dal marzo 2012.

Marina Verderajme – © Riproduzione riservata

Marina Verderajme è Presidente di ACTL, Associazione di Promozione Sociale, accreditata dalla Regione Lombardia e dalla Regione Siciliana per i servizi per il lavoro e certificata Iso 9001. Opera nel mondo del lavoro e dello stage attraverso www.sportellostage.it e Recruit, società di ricerca e selezione per profili giovani