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Scivolone decisamente imbarazzante per il ministero del Lavoro. Dopo aver diffuso negli scorsi giorni una serie di dati sulle assunzioni per quanto riguarda i primi sette mesi del 2015, il dicastero ha fatto una brusca marcia indietro. A causa di un errore di conteggio la maggior parte dei dati sono risultati sbagliati e immancabilmente si è assistito ad una correzione al ribasso. il numero di contratti a tempo indeterminato, ad esempio, è aumentato di 327.758 unità e non di 630.585 come precedentemente dichiarato. Numericamente parlando l’utilizzo di questo tipo di contratto (con il sistema a tutele crescenti) è aumentato, grazie soprattutto agli sgravi fiscali introdotti con il Jobs Act, tuttavia si tratta per lo più di trasformazioni di rapporti già esistenti piuttosto che di vere e proprie nuove assunzioni. Riamane comunque il problema dell’alto numero di cessazioni, che nei primi sette mesi del 2015 sono state ben 4.014.367 e non 2.622.171 come inizialmente annunciato dal Ministero. Nel complesso si tratta di dati tutt’altro che confortanti, soprattutto se esaminati alla luce dei tanto decantati effetti positivi della riforma sul mercato del lavoro. 

Nel frattempo gli ultimi quattro decreti attuativi del Jobs Act, nonostante l’importanza dei temi in gioco (riordino della cassa integrazione e nuove politiche attive a supporto dei lavoratori)  faticano a essere approvati. Se inizialmente la discussione all’interno del Consiglio dei Ministri era prevista per la prima settimana di Agosto, si è poi deciso di far slittare il tutto al ritorno dalla pausa estiva, salvo poi decidere di spostare nuovamente l’appuntamento per i primi di settembre.

Un tale ritardo fa sorgere forti dubbi su possibili problematiche in seno alla riforma, ma il ministro Poletti rassicura: si tratta solo di esigenze organizzative riguardanti gli ordini del giorno delle varie assemblee.

La speranza è comunque quella di riscontrare una maggior celerità di azione, trattandosi questo di un argomento che dovrebbe occupare il primo posto all’interno dell’agenda politica italiana.

Simone Pivotto – © Riproduzione riservata

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.