Il tema dell’alternanza scuola/lavoro è sicuramente uno dei punti più interessanti tra le novità introdotte della riforma Renzi-Giannini. Come già ribadito su queste colonne, l’intento del piano è gettare le basi per far sì che i giovani possano essere formati professionalmente fin dagli istituti superiori, al fine di evitare la dispersione scolastica e facilitare così l’ingresso nel mondo del lavoro.

A beneficiare della riforma non saranno però solo gli istituti tecnici (all’interno dei quali era già possibile, sebbene in maniera molto ridotta, far fare “esperienza sul campo” agli studenti) bensì anche i licei, con la possibilità di aderire a svariati percorsi professionalizzanti direttamente all’interno delle azienda e perfino all’estero, per migliorare anche la conoscenza delle lingue straniere.

I procedimenti di accesso al bando, assicura il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), saranno attentamente normati, tramite un circolare, che verrà presto emanata, nella quale saranno illustrati tutte le operazioni e gli adempimenti da compiere per l’inserimento dei giovani nelle realtà aziendali e non solo. Sarà infatti possibile svolgere periodi di lavoro non necessariamente presso le classiche  imprese: si potrà scegliere di prestare servizio anche in ordini professionali, musei, enti che si occupano di arte e musica e perfino sport, ma solo se riconosciuti dal CONI.

Dato il gran numero di richieste previsto, sarà istituito un registro nazionale, pubblico e liberamente consultabile, con l’elenco di tutte le realtà interessate a partecipare al progetto, i periodi dell’anno di diponibilità all’accoglienza degli studenti e le caratteristiche del settore di appartenenza. 

I presidi, dal canto loro, avranno il compito di selezionare tali soggetti e contattarli per stipulare le collaborazioni. I progetti formativo/professionali che verranno istituiti dovranno avere stretta attinenza con il percorso scolastico degli studenti e contribuiranno alla formulazione della valutazione scolastica finale.

L’introduzione di tutte queste novità non graverà, si spera, sulle casse e sui bilanci delle scuole: il Governo ha infatti previsto di stanziare oltre 100 milioni di euro che saranno distribuiti tra gli istituti.

Che sia giunto finalmente anche per l’Italia il momento di allinearsi a queste pratiche,  già ampiamente diffuse negli altri stati dell’Unione Europea?