Di recente Alan Friedman, giornalista di fama mondiale, ha affermato che “tutto passerà dai social media”. Actl sportello stage offre diversi corsi gratuiti e professionalizzanti proprio in questo ambito. Perchè le aziende investono sempre di più sul digital? Quali sono le opportunità professionali in questo ambito? In questa rubrica diamo voce direttamente agli esperti.

Il mercato del lavoro è oggi profondamente mutato, come lo sono i servizi e le figure professionali richieste dalle aziende. Francesco Moretto, consulente di sales productivity e per s.e.o. e s.e.m., è anche docente, tramite i corsi di formazione gratuiti organizzati da Actl, di digital marketing. Trasmette l’esperienza di più di dieci anni nel settore a giovani e meno giovani che vogliano qualificarsi professionalmente. Oggi lo incontriamo per chiarire con lui l’importanza di questo settore.

Dottor Moretto, come valuta questi corsi in digital marketing promossi da Actl sportello stage?
Direi che anzitutto un corso come questo è utile a cambiare mentalità. Mi spiego: anche master molto prestigiosi e molto costosi si limitano spesso esclusivamente alla teoria e alla cosiddetta “case history”, i casi aziendali. Grazie a un corso così invece si può davvero crescere professionalmente, e potrei testimoniare di molti miei ex studenti che hanno fatto carriera e sono diventati specialisti del settore. A patto che uno voglia e che, come dicono gli inglesi, sia disposto a fare l’extra mile, quel miglio di corsa in più che ti sforzi di fare quando già sei stanco e tentato di fermarti.

Anche chi non ha una laurea in materia?
Certo, perché non è questione di background, ma di attitudine mentale, di sapersi adeguare al futuro.

Anche un over 30 o un over 40?
Assolutamente. Certo, spesso le aziende tendono a preferire i giovanissimi, ma proprio per questo gli over 30, coscienti di avere davanti a loro meno opportunità, quando le trovano sono pronti ad aggrapparsi e a sfruttarle fino in fondo, sono molto motivati.

Ad esempio questi corsi di Actl…
Esatto. Soprattutto per l’ambito digital che è un ambito in cui la formazione è non ‘continua’, ma quotidiana, addirittura oraria…l’aggiornamento è velocissimo. Perciò ad esempio è fondamentale conoscere la lingua inglese per poter guardare agli ultimi “insights”, agli ultimi aggiornamenti: è vero, posso aspettare che notizie e aggiornamenti escano nei forum italiani, ma quelli davvero aggiornati sono i siti e i forum in inglese.

Da parte delle aziende riscontra una viva esigenza di questi servizi?
Assolutamente: sempre di più le aziende hanno bisogno di sapere come utilizzare questi strumenti, hanno bisogno di “esperti”. Bisogna saper risolvere l’esigenza di un’azienda.

La domanda da parte delle aziende c’è, e si sta moltiplicando anche l’offerta di questi servizi. Ad esempio da parte di agenzie e consulenti…
È vero. È un mercato molto vario e variegato in cui, essendo così giovane e inedito, non ci sono timbri di qualità, certificazioni. Esiste ad esempio la certificazione Google Adwords, ma ciascuno con un po’ di impegno può “autocertificarsi”.

C’è spazio quindi all’interno di questa concorrenza? C’è modo di offrire servizi unici?
È vero, ed è un mercato molto competitivo in cui la garanzia di valore sono i risultati, il ritorno di investimento per l’azienda cliente, darle la possibilità di incrementare il suo sell-out.

Che cosa consiglia ai suoi studenti a questo proposito?
Anzitutto io cerco sempre di spronarli e motivarli: è finita l’epoca del posto fisso, in cui bastava il diploma, si entrava nell’ufficio di collocamento e si usciva con un contratto di lavoro. Però uno non si sveglia con l’angoscia di non avere il lavoro perché il lavoro si inventa. Bisogna cercare la nicchia a cui rivolgersi e cercare, o meglio creare la necessità, il cosiddetto “pain”, il dolore: se tu hai dolore a una spalla non lo dai a vedere, ma se io te la tocco e ti domando “ti fa male”, tu ammetti che ti fa male, e se io ti dico che ho proprio la medicina per guarire quel dolore tu sei disposto a firmarmi un lauto assegno…