I posti di lavoro aumentano, ma è la qualità dei posti di lavoro a risentirne

I posti di lavoro aumentano, ma è la qualità dei posti di lavoro a risentirne

La guerra di cifre che si è scatenata nel tentativo di definire le ricadute del Jobs Act sull’occupazione non accenna a diminuire. Tra proclami entusiastici e brusche marce indietro una cosa però è certa: almeno dal punto di vista numerico nell’ultimo anno i posti di lavoro sembrano proprio aumentati . Tuttavia questo dato è abbastanza fuorviante se non lo si contestualizza. Il benessere di un Paese non si misura solamente del numero dei soggetti occupati, ma dalla qualità delle professioni e dal valore aggiunto che ne deriva conseguentemente.

Purtroppo si può constatare come il trend italiano sia decisamente desolante: ad aumentare sono principalmente i lavori scarsamente qualificati, mentre gli alti profili faticano a trovare una collocazione adeguata e sono spesso costretti a spostarsi all’estero per ottenere i giusti riconoscimenti, in termini professionali e monetari.

Parallelamente si assiste alla riduzione delle ore di contratto a causa dei sempre maggiori problemi economici delle piccole e medie aziende. Questo fenomeno, il cosiddetto part-time forzato (che colpisce oltre il 60% dei lavoratori a tempo parziale) contribuisce a delineare un quadro dei cambiamenti economici in corso nel nostro Paese.

Il rischio è che l’Italia non riesca a stare al passo con la concorrenza proveniente da molti paesi esteri, che invece puntano sulla qualità delle risorse e sulla formazione.

By | 2015-12-29T14:58:09+00:00 06, 09, 2015|News|

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Simone Pivotto

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.