3.711 è il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese (dati Camere di Commercio d’italia Infocamere rapporto 2015) di cui il 73% servizi alle imprese di cui produzione software e consulenza informatica, il 30,2%; attività di R&S, il 16,3%; attività dei servizi d’informazione,

Ma quanti sono i giovani tra gli startupper?
Le startup a prevalenza giovanile (under 35) sono 879.
Le società in cui almeno un giovane è presente nella compagine societaria e/o nell’organo amministrativo sono 1.526 (41,1% del totale delle startup, contro un rapporto del 13,6% se si considerano le società di capitali con presenza giovanile).
In valore assoluto la Lombardia è la regione che ospita il numero maggiore di startup innovative: 808, pari al 21,8% del totale seguono l’Emilia-Romagna con 451 (12,2%), il Lazio 347 (9,4%), il Veneto 274 (7,4%) e il Piemonte 266 (7,2%). In coda alla classifica Basilicata con 20, Molise con 16 e Valle d’Aosta con 10 startup.

Voglia di startup da parte dei giovani italiani dunque, entusiasmo e anche idee brillanti su cui impegnarsi ma stando sempre ai dati se andiamo a vedere i fatturati medi e il numero di impiegati entriamo nel cuore del classico problema italiano: costi del lavoro troppo alti (2,63 dipendenti in media contro 14,6 in media ad esempio in Germania) valore della produzione media delle startup innovative (che coinvolgono il maggior numero di giovani under 35) 27 mila euro all’anno!

Le start up che nascono, crescono e riescono a rimanere sul mercato sono davvero poche: eppure in Italia sono attivi oltre 100 incubatori e acceleratori (che hanno proprio il ruolo di accompagnare le giovani imprese) un numero davvero molto alto rispetto alle start up italiane: pensate che in Gran Bretagna gli incubatori e acceleratori sono 59 a fronte di 581.000 nuove imprese!

Il quadro ci indica che su questo fronte in Italia c’è ancora molto da fare e la amara conferma è giunta dalla Commissione Europea che non ha incluso alcuna città italiana nella piantina degli hub di start up presenti in Europa.

Istituzioni e media lanciano spesso nuove iniziative legate all’avvio di impresa e molti sono gli investimenti pubblici (agevolazioni previste dal decreto 2.0 per gli incubatori d’impresa) e privati (vedi il rilancio del quartiere Ripamonti a Milano comprendente 125 mila mq rivolti ai giovani e alle startup).

Non esiste una ricetta che possa aiutare i nostri giovani a realizzare le proprie idee imprenditoriali ma certamente anche in questo ambito informazione e formazione possono rappresentare un buon punto di partenza per riuscire nel proprio progetto di impresa.