È ormai passato quasi un anno da quando Nestlè ha lanciato il programma Alliance for youth ed è giunto il momento di fare un piccolo bilancio della situazione. Il fine di questa iniziativa era quello di creare, entro il 2016, circa 5000 posti di lavoro da offrire a giovani under 30 all’interno delle industrie che in un modo o nell’altro gravitano attorno all’universo della multinazionale alimentare svizzera. Attualmente sono 300 le aziende che hanno aderito al programma in tutto il mondo (una decina delle quali si trovano in territorio italiano) e sono già 3500 le occasioni professionali messe a disposizione. Nestlè ha presentato questi risultati in occasione dell’Expo di Milano e ha colto l’occasione per ribadire come non bisogna orientarsi esclusivamente verso la mansioni nate con la modernità, bensì occorre riscoprire anche i mestieri tradizionali, rielaborandoli però alla luce dell’attuale progresso. Per tale motivo appare fondamentale l’implementazione dell’alternanza scuola/lavoro per creare una professionalità nei giovani fin dalle scuole medie superiori e di conseguenza poter inserire nuove risorse, che diano nuova linfa vitale alle aziende.

Il settore dell’e-commerce, ad esempio,  si espanderà sempre più, ed è per questo che il mercato del lavoro necessita di persone che conoscano alla perfezione il linguaggio dei new media. Allo stesso modo occorreranno anche addetti per la gestione dei rapporti tra aziende e pubblico, ad esempio attraverso l’attività sui social network. Anche le professioni tradizionali non sono tuttavia sparite, ma si sono semplicemente evolute. Al giorno d’oggi occorrono ancora venditori, magazzinieri e artigiani di vario tipo, ma i loro ritmi di lavoro e i loro strumenti si sono adeguati: è indispensabile, ad esempio, conoscere l’inglese, per potersi rapportare con colleghi e clienti provenienti da paesi esteri.  Purtroppo all’interno delle istituzioni scolastiche mancano spesso corsi appositamente creati per insegnare il lavoro: pensiamo ad esempio al mestieri del macellaio, di cui non esistono adeguate scuole di formazione.

Siamo ormai alla fine del 2015 e il progetto di Nestle sembra davvero essere un successo annunciato, che è riuscito a combinare l’occupabilità con la formazione professionale: ad oggi il tetto dei 500 posti di lavoro entro il 2016 non sembra per nulla lontano.