Nonostante nell’ultimo periodo il mercato del lavoro sembri caratterizzarsi per una timida ripresa, la questione degli incentivi fiscali per stimolare l’occupazione è ancora un tema di grande interesse. Il testo della legge di Stabilità 2016 fissa norme e soglie per gli sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato (come è stato anche per il 2015), ma con alcune modifiche.

La soglia massima di esonero si riduce drasticamente, passando dai circa 8000 euro di quest’anno a 3250 euro.
La decontribuzione durerà 24 mesi, ma sarà applicabile solo per le assunzioni riguardanti soggetti che nei sei mesi precedenti non hanno avuto contratti a tempo indeterminato presso alcuna realtà lavorativa. Inoltre, affinché l’azienda possa beneficiare di tali incentivi, le risorse non dovranno essere state precedentemente assunte dallo stesso datore di lavoro, e quindi aver beneficiato del medesimo incentivo.
Per l’anno 2016 si riconferma inoltre il taglio del 50% dei contributi Inps e Inail posti a carico dell’azienda, per per un massimo di 12 mesi per quanto riguarda le assunzione a tempo determinato, e di 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato o di trasformazione contrattuale da tempo determinato a tempo indeterminato. L’agevolazione, lo ricordiamo, riguarda le assunzioni di lavoratori che abbiano superato i 50 anni e che siano disoccupati dal almeno 12 mesi. Per quanto riguarda l’occupazione femminile, gli incentivi vengono messi a disposizione per le assunzioni di donne senza un impiego da almeno 6 mesi per mansioni che rientrino nelle categorie stabilite dal decreto legge del 13 ottobre (ovvero dove ci sia un elevato tasso di disparità tra uomini e donne – settori come agricoltura, trasporti ed industria manifatturiera ne sono un esempio), nonché per tutte le lavoratrici senza un impiego da almeno 24 mesi.
Per finire ricordiamo anche gli specifici incentivi predisposti per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato soggetti che beneficiano del nuovo sussidio di disoccupazione NASPI: per ogni mese di retribuzione, viene versato all’azienda un contributo pari al 50% dell’indennità che sarebbe dovuta andare alla risorsa se fosse rimasta disoccupata.
Ma l’opzione per la quale sembrano essere stati concentrati i maggiori sforzi all’incentivo, per il 2016, è senza dubbio quella dell’apprendistato: per l’intera durata del rapporto lavorativo, i datori di lavoro possono infatti fruire di una decontribuzione pari all’11,61% nonché di tutta una serie di ulteriori agevolazioni.