Grazie al nuovo disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità, il cosiddetto “lavoro agile” sarà finalmente regolamentato da norme ben precise. Il progetto è stato presentato dal Prof. Maurizio del Conte, e si compone di 9 articoli, che hanno il compito di definire questa tipologia di lavoro e illustrane le possibili applicazioni e caratteristiche normative. Si definisce “agile” tutta quelle serie di prestazioni lavorative svolte al di fuori dei locali aziendali da individui regolarmente assunti con contratto presso una ditta (quindi non si tratta di partite IVA o ritenute d’acconto): si tratta quindi sia di casi in cui la mansione viene svolta da casa, sia presso uffici di co-working. A differenza del tradizionale “telelavoro”, che in genere viene associato a mansioni di basso livello come gli operatori di call center, si tratta invece di un’innovazione atta ad ottimizzare la produttività conciliandola con le esigenze e gli impegni personali dei lavoratori. Per ora questa soluzione è indirizzata prevalentemente alle aziende che offrono servizi (grazie ai sistemi di salvataggio dati “cloud” è possibile condividere facilmente dati ed informazioni semplicemente collegando un pc ad internet), ma non è escluso che venga in futuro estesa anche ad altri tipi di settori, come quello manifatturiero.

Il disegno di legge stabilisce delle regole generali, che sono comunque aperte alla contrattazione, sia collettiva che individuale. Il lavoro agile può essere utilizzato anche a supporto della normale attività (ad esempio per uno o due giorni a settimana), mantenendo medesimi orari e retribuzioni. L’utilizzo dei vari device tecnologici atti a svolgere la mansione deve essere stabilito da un accordo scritto tra le parti, così come le fasce orarie di riposo e le metodologie di controllo da parte del datore di lavoro (che comunque devono rimanere nei limiti imposti dalla legge sulla privacy). Per quanto riguarda l’assicurazione per gli infortuni, essa deve copre, al pari del lavoro tradizionale, sia il periodo di lavoro effettivo, che il tragitto per raggiungere il luogo in cui si esercita la mansione (nel caso del co-working).
In realtà molte aziende utilizzano già queste procedure, ma il fine del decreto legge presentato dal Porf. Maurizio del Conte è quello di colmare un vero e proprio vuoto normativo che ha perdurato per troppo tempo all’interno della legislazione in materia. Vedremo nei prossimi mesi se le aziende italiane saranno pronte a recepire questa innovazione.