La diminuzione del tasso di disoccupazione è un trend che va, fortunatamente, consolidandosi.Sembra che i tempi della grande crisi del mercato del lavoro stiano lentamente allontanandosi ed effettivamente i numeri ne danno conto: in Lombardia sono circa 307mila coloro che attualmente non hanno un’occupazione, contro i quasi 400mila dello scorso anno.
La percentuale dei disoccupati resta comunque molto alta rispetto ai livelli pre-crisi e quasi doppia se paragonata ai dati del 2008. Inoltre tra i posti di lavoro che si stanno via via creando c’è un’alta incidenza (circa il 40% del totale) dei cosiddetti part-time “involontari”, ovvero contratti che vengono accettati più per mancanza di alternative che per scelta e che non consentono di guadagnare uno stipendio sufficiente alla sussistenza. Se è vero quindi che le possibilità di lavoro ci sono, non significa che si tratti di occasioni di “qualità”. Emblematico da questo punto di vista è l’utilizzo dei voucher, che negli ultimi anni in Lombardia è addirittura triplicato, fattore che getta più di un’ombra sull’effettivo uso che ne viene fatto.

Anche “l’effetto EXPO” si è rivelato una bolla di sapone, ha, infatti, fatto salire il tasso di occupazione a Milano solamente dello 0,3%, dato davvero risibile se paragonato alla portata mondiale dell’evento.
Per chiudere il quadro è bene segnalare che gli incentivi governativi all’assunzione a tempo indeterminato hanno provocato un risultato dalla duplice lettura: da una parte è innegabile l’aumento di questo genere di contratti (+40% rispetto al 2014), ma dall’altra la maggior parte di essi sono solo il risultato di una trasformazione di contratti già in essere (ad esempio il passaggio da un determinato ad un indeterminato) piuttosto che di inserimenti  “da zero”.
Lo spettro della disoccupazione è dunque sempre in agguato anche se sembra scongiurata l’immobilità di mercato che ha caratterizzato gli ultimi anni. Occorre tuttavia dirigere l’attenzione sull’implementazione di politiche per l’inserimento/reinserimento lavorativo soprattutto di giovani e adulti over 50, in quanto attualmente si tratta delle categorie maggiormente penalizzate.
Siamo certi che la Lombardia, vera eccellenza per quanto le politiche del lavoro, saprà raccogliere questa sfida.