Trovare lavoro grazie a Twitter: se a prima vista un’affermazione del genere potrebbe sembrare quantomeno singolare, i recenti sviluppi del social network fondato da Jack Dorsey sembrerebbero andare proprio vero questa direzione.

Nato nel 2006 come piattaforma di micro-blogging e comunicazione ultra rapida (soprattutto per il limite dei 140 caratteri per ogni post),  Twitter accoglie ad oggi, secondo uno studio di Software Advice, un maggior numero di offerte di lavoro rispetto a qualunque altro social network,  Linkedin compreso. Tuttavia solo il 15% dei responsabili di ricerca e selezione hanno dichiarato di aver trovato un potenziale candidato tramite questo sistema, contro il 26% per quanto riguarda Facebook e ben l’89%  di Linkedin.

Ci troviamo di fronte ad una situazione di grande disparità, dovuta ad una diffidenza che proviene in primo luogo dai recruiter stessi. Più della metà dei soggetti in cerca di lavoro, invece, ripone fiducia in Twitter e lo utilizza attivamente per cercare l’impiego desiderato, seguendo i profili ufficiali delle aziende di interesse, che però risultano spesso incapaci di usare correttamente il sito per pubblicizzare i loro annunci e per comunicare con i possibili individui interessati.

Le caratteristiche di Twitter infatti, non lo rendono una piattaforma dove pubblicare offerte di lavoro “tradizionali” bensì dove fare content marketing, spesso creando un profilo ad hoc solo per il recruitment (come ha fatto ad esempio the Walt Disney Company, con l’account “Disney Jobs”, differenziando così il target rispetto al suo profilo principale, più orientato verso le famiglie con bambini piccoli).

Per quanto riguarda invece coloro che si affacciano alla ricerca di un impiego tramite Twitter, valgono le classiche regole dei social network: per prima cosa, bisogna ricordare che l’intero l’account è come un biglietto da visita. Attenzione quindi alla foto e alla biografia di presentazione: entrambe devono dare l’idea della professionalità che volete trasmettere e non presentare contenuti irrilevanti o inopportuni. 

È consigliabile inoltre diventare follower dei profili che maggiormente hanno a che fare con l’ambito lavorativo di interesse e allargare sempre di più la propria rete. Per quanto riguarda i contenuti da pubblicare, devono essere per la maggior parte legate alla propria mansione, corredati degli opportuni hashtag e non devono mai scadere nello spam (è da evitare a il ricorso massivo alle menzioni).

È ancora presto per dirlo, ma in futuro il recruiting grazie a Twitter potrebbe diventare non più una fortunata casualità, ma un’attività all’ordine del giorno.