L’’industria del petrolio si caratterizza da sempre per un’alta intensità di capitale e un basso impiego di forza lavoro. Basti pensare che la Saudi Aramco  (il gigante di stato che controlla le intere riserve e produzioni di petrolio e gas dell’Arabia Saudita), come ricorda Leonardo Maugeri sulle pagine del Sole24Ore, impiega direttamente solo 50.000 persone (molte delle quali solo per motivi sociali) per gestire una capacità produttiva che, nel petrolio, è oltre sette volte il consumo italiano, mentre nel gas è superiore del 40 percento al fabbisogno nazionale. Inoltre, molti pozzi si controllano da stazioni remote senza necessità di personale, che in ogni caso deve essere altamente specializzato.
Questa premessa ci apre la porta ad una domanda, importante per il nostro Paese in questo periodo storico di forte disoccupazione: il rinnovo delle concessioni per le trivellazioni ha una ricaduta positiva anche sull’occupazione?
Qualora si andasse verso un rinnovo automatico delle concessioni per le trivellazioni, le imprese coinvolte ricorrerebbero sicuramente in gran parte a ingegneri e tecnici già impiegati che conoscono il mestiere. Ci sarebbe la possibilità di creare nuovi posti di lavoro? in che misura?

Inoltre, a fronte di un sicuro impatto sull’economia turistica quale impatto sull’ambiente e sull’ecosistema MEditoerraneo (ricordiamo che è un mare chiuso)?

Conosciamo i danni provocati dal petrolchimico insediato sulla costa orientale siciliana, nella rada di Augusta.
Ci potrebbero essere alternative “pulite” ambientalmente e di sicuro “impatto” occupazionale?
Una alternativa si potrebbe cercare nelle energie rinnovabili e specialmente nel fotovoltaico.
Consideriamo che nel 2014 il settore ha raggiunto nel nostro paese i 100.000 addetti, tra impiegati diretti e indotto e che, secondo gli esperti, questo trend è destinato a consolidarsi nell’anno in corso.
Certamente una maggiore attenzione e impegno da parte del Governo a favore delle rinnovabili, così come sta dimostrando per le fossili, potrebbe portare a risultati molto importanti per il Paese e “senza ombre” in termini di disponibilità di energia, di tutela dell’ambiente e aumento dell’occupazione.