A febbraio 2016 si registra una flessione dei nuovi contratti attivati pari al 12% rispetto a un anno fa. Il rallentamento coinvolge maggiormente i contratti a tempo indeterminato

Secondo i dati Inps, a febbraio si sono contate 341mila assunzioni, con un calo di 48mila unità (–12%) sul febbraio 2015. Ma a trascinare verso il basso questo dato sono stati i 46mila rapporti di lavoro in menoregistrati nei contratti a tempo indeterminato, che corrispondono al -33% sul febbraio 2015. Anche il flusso di trasformazioni a tempo indeterminato è in forte contrazione, in diminuzione del 50%. Non c’è da sorprendersi, bisogna infatti considerare che il generoso esonero contributivo per le assunzioni del 2015 è stato più che dimezzato con il nuovo anno.

I rapporti a tempo indeterminato risultano inferiori non solo al 2015, ma anche al 2014. Si lega a questo evento anche il continuo aumento dell’uso dei voucher, i buoni per pagare le prestazioni occasionali di lavoro, che nei primi due mesi del 2016 registrano un incremento del 45% rispetto all’anno precedente.

Quello che emerge da questi allarmanti dati è che le imprese italiane non sono attratte tanto dal cambio regole del jobs act, ma piuttosto dall’incentivo che questo rappresenta per le aziende grazie alla decontribuzione, come sostenuto anche dal presidente del consiglio Matteo Renzi.

Nel primo bimestre di quest’anno, infatti, la variazione netta dei contratti stabili, cioè la differenza tra attivazioni e cessazioni, si attesta a quota 37mila.

Dai dati emerge anche il calo dell’incidenza dei contratti stabili sul totale dei rapporti di lavoro: a gennaio-febbraio 2014 il 37,5% dei contratti erano a tempo indeterminato, mentre nel 2016 questo rapporto è caduto al 33,8%.

Mentre diminuiscono le assunzioni stabili, non si ferma l’incremento dell’uso dei voucher. Per quanto riguarda i buoni lavoro, nel primo bimestre 2016 sono stati venduti 19,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo bimestre 2015, pari al +45%. Nel solo 2015, sono stati venduti 115 milioni di tagliandi. Il fenomeno dei voucher viene oggi definito dal presidente dell’Inps Tito Boeri “la nuova frontiera del precariato”.

Per quanto riguarda la composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, tra i contratti stabili l’Inps registra nel primo bimestre 2016 una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro rispetto al corrispondente periodo 2015. Anche per i contratti a termine si evidenzia un leggero slittamento verso retribuzioni maggiori, con una riduzione della quota di quelle inferiori a 1.500 euro.