Fino a un decennio fa il metodo di incentivazione aziendale era basato su premi economici come l’auto aziendale o l’aumento dello stipendio mentre, dopo la crisi, contano sempre meno gli aspetti economici e più quelli relazionali.

A dirlo è la ricerca di The Boston Consulting Group e the Network: la chiave della felicità sul posto di lavoro, in tutto il mondo, ad oggi sembra essere la qualità dei rapporti umani e soprattutto il riconoscimento del valore del lavoro fatto.

Secondo la classifica stilata da the Network sulle priorità attribuite ai fattori di felicità al lavoro, soltanto dopo il 20esimo posto si posizionano benefits legati alle compensazioni economiche. Nei primi 10 posti invece, si trovano fattori che riguardano i rapporti relazionali che possono portare a una soddisfazione personale, come quello con il capo o il riconoscersi nei valori dell’azienda per cui si lavora

Se si vanno a vedere i risultati distinti per Paese si vedrà che la sicurezza del posto fisso non è la priorità neanche in Italia, anche da noi infatti, si preferisce dare maggiore importanza agli spazi di crescita personali e interpersonali. Tuttavia quello che ancora sottovalutiamo è il bilanciamento tra vita privata e lavoro, aspetto tenuto in grande considerazione nei paesi nordici.

Se contano così tanto i valori relativi alla cultura, alle relazioni e all’apprezzamento, è evidente che non basta dare premi su fronte economico. L’obiettivo per gli uffici di Hr è quindi quello di trovare modi innovativi per rendere i dipendenti soddisfatti, gli incentivi dovranno dunque, andare nella direzione del networking relazionale per coinvolgere e plasmare la cultura aziendale.

Oggi più di ieri, le aziende decidono di adottare sempre più un organigramma orizzontale, bisogna quindi incoraggiare i rapporti più profondi tra lavoratori e tra loro e i capi, per assicurarsi che l’apprezzamento per un compito ben fatto riceva l’attenzione che merita. Il rischio che si corre è che i talenti scelgano altre società più attrattive o preferiscano, nel caso dell’Italia, andare all’estero dove questo sistema di incentivi è maggiormente presente.