In Europa molte persone non possiedono adeguate competenze e molte aziende non trovano risorse con una preparazione in linea con i posti di lavoro che offrono. Questa situazione espone l’Europa a un rischio di disoccupazione o ancor più di esclusione sociale. Di contro va espandendosi il fenomeno che vede giovani altamente qualificati svolgere compiti non sono adeguati alla loro preparazione e alle loro competenze “sprecando” così il loro talento.

Per questi motivi la Commissione Europea ha messo a punto un’agenda in cui sono elencate una serie di iniziative per migliorare le competenze degli europei anche a livello tecnologico e digitale. Il piano di azione è strutturato in 10 punti e definisce le aree in cui l’Ue può apportare un contributo: dall’acquisizione delle competenze alfabetiche, a quelle matematiche e digitali di base.

La prima azione promossa dall’agenda della Commissione Europea è la “garanzia delle competenze”, per aiutare gli adulti scarsamente qualificati ad acquisire un livello minimo di competenze alfabetiche e digitali per progredire fino al conseguimento di un titolo di istruzione secondaria superiore. La seconda azione, finalizzata ad aumentare le capacità dei cittadini, è una “revisione del quadro europeo” delle qualifiche per una migliore spendibilità sul mercato. Tra le altre iniziative figurano la coalizione digitale e la cooperazione settoriale, la prima riguarda l’unione dei diversi Stati per sviluppare competenze e professionalità, la seconda l’ innalzamento del livello di istruzione e il contrasto di carenze specifiche.

Gli altri punti invece riguardano: le competenze dei paesi terzi (per richiedenti asilo rifugiati o migranti); la revisione dell’Europass (per migliorare l’incontro tra domanda e offerta); la formazione professionale (riguardante anche il training sul lavoro); una guida alle competenze (che si rinnova in base al quadro attuale del mercato) e in ultima istanza, ma non per importanza, un piano di azione dell’Unione Europea volto ad affrontare il rapporto scuola-lavoro

La nuova agenda per le competenze mira a non lasciare nessuno indietro e a promuova le competenze di alto livello che costituiscono il motore della competitività e dell’innovazione.