Nelle aziende con più di 500 dipendenti, siano esse Spa o multinazionali è sempre più probabile rimanere a lavorare dopo aver terminato un periodo di stage da neo-laureato, soprattutto nel Nord Italia. Questo è quanto emerge da un’indagine condotta dal “Nuovo osservatorio” dell’associazione di direttori del personale Gidp, che è stata presentata lo scorso 30 giugno presso la sede milanese dell’Assolombarda.

Essa è stata condotta analizzando un campione di 115 aziende che negli ultimi 12 mesi hanno avuto o hanno tuttora, stagisti neolaureati al loro interno.  Durante la ricerca inoltre, sono stati ascoltati anche i giovani neo entranti nel mondo delle aziende e il 72% dichiara che è stato o sta per essere assunto dopo lo stage. Tra gli altri solo al 5% è stato confermato che non potranno continuare l’esperienza in azienda. Questo a testimonianza del fatto che lo stage funziona da trampolino di lancio nelle carriere post laurea e funziona sempre meglio.

Ma come hanno fatto le aziende a trovare questi giovani e talentuosi ragazzi? Nella maggior parte dei casi i canali utilizzati vanno dalla pubblicazione delle offerte sui portali delle università (27% )alle agenzie per il lavoro (11%); non convincono invece i “Career day”, eventi di incontro tra aziende e studenti, che sono serviti solo al 9% delle imprese intervistate, poiché sono costosi e non hanno la stessa visibilità e copertura rispetto ai siti universitari, molto consultati dai giovani laureati.

Per quanto riguarda i profili di laurea che le aziende scelgono di assumere, i più richiesti sono i giovani ingegneri (36%) e al secondo posto i laureati in Economia (35%) tuttavia non possiamo trascurare una novità: al terzo posto con il 7% si trovano i laureati in Scienze della comunicazione. Il presidente del Gidp Paolo Citterio, spiega che questa è la conseguenza del fatto che molte aziende incontrano difficoltà nel comunicare esternamente i loro valori, ma ad oggi, lentamente si sta andando verso la comprensione del fatto che questa sia la prima chiave del successo per un’impresa.

Purtroppo dall’indagine, che è stata presentata lo scorso 30 giugno presso la sede milanese dell’Assolombarda, emerge anche una nota dolente: c’è una scarsità di risorse nel campo dell’ingegneria e dell’economia, un disallineamento quindi tra domanda e offerta, soprattutto per ingegneria meccanica, elettronica, gestionale e informatica. Inoltre nel campo della chimica farmaceutica le retribuzioni sono scese da 29.315 euro lordi annui a 25.518.

Da segnalare durante l’incontro l’intervento della Presidente di ACTL – Sportello Stage Marina Verderajme la quale ha illustrato i dati più significativi dell’Osservatorio Stage e Apprendistato di ACTL che ha registrato nel 2015 un aumento del 23% degli inserimenti a tempo indeterminato una volta terminato lo stage.