Al via anche una prima regolamentazione dello smart working.

La commissione Lavoro del Senato ha completato l’esame delle norme su Jobs Act del lavoro autonomo e smart working, che saranno tra le priorità dell’Aula alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva.

Il Jobs Act Autonomi amplia le tutele dei professionisti dal punto di vista dei pagamenti, del welfare e individua anche alcune novità, fra le quali spiccano l’ampliamento del raggio d’azione delle Casse di previdenza dei professionisti, che potranno erogare prestazioni di welfare a fronte di periodi di difficoltà degli iscritti e la semplificazione della normativa sulla sicurezza degli studi professionali.

Viene, inoltre, prevista la deducibilità del 100% delle spese “per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo”. Tali misure hanno lo scopo dichiarato di abbattere i costi sostenuti dal professionista.

Il Jobs Act Autonomi introduce anche regole per lo smart working, il cosiddetto lavoro agile, cioè le prestazioni lavorative di tipo subordinato che possono essere svolte senza la necessità di una sede stabile.

Dal momento che si prevede che i cambiamenti nel lavoro saranno sempre più veloci, il ddl prevede che debbano essere le parti del contratto a definire di volta in volta le modalità della prestazione, anche con riguardo al diritto alla formazione e al diritto alla disconnessione in determinate fasce orarie.

Il ddl in discussione si pone, dunque, come un passo importante nella riforma del lavoro in atto negli ultimi anni, che possa estendere alcune novità fondamentali a tutti i lavoratori autonomi che non godono di un preciso inquadramento di lavoro dipendente.

Da segnalare, infine, l’estensione del congedo parentale a sei mesi, contro i tre precedenti, per i lavoratori autonomi, più tutele per la maternità (introdotto un principio di sussidiarietà per cui la lavoratrice autonoma in maternità può essere sostituita da familiari o soci).