Decontribuzione per i giovani e pensioni: con l’autunno alle porte si riapre il dibattito sul mercato del lavoro

Salario minimo per chi lavora, fissato per legge, decontribuzione, contratti a tempo indeterminato di inizio carriera per incrementare le future pensioni dei giovani, assicurazione salariale per chi cambia posto di lavoro: sono le proposte a margine della Rapporto INPS presentato alla Camera dal presidente Tito Boeri. Obiettivo, potenziare il mercato del lavoro e il sistema previdenziale.

Secondo Boeri, una premessa per il salario minimo può essere rappresentata dalla nuova legge sul lavoro accessorio, che fissa in 12 euro lordi, 9 netti, la retribuzione minima oraria. La soluzione, come è noto, non piace ai sindacati, che preferiscono la contrattazione collettiva. Alla quale, secondo Boeri, la misura in realtà non toglierebbe spazio, proteggendo anzi i lavoratori che non sono tutelati da contratti.

Per quanto riguarda le pensioni future, il ragionamento di Boeri parte dalla preoccupazione per la minore appetibilità delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato dopo la fine degli incentivi contributivi del 2015, e invita la politica a «riconsiderare il regime dei contratti a tempo determinato, che trasferiscono troppa parte del rischio di impresa sul lavoratore, potendo essere rinnovati ben 5 volte nell’arco di 3 anni».

Il problema è l’intreccio fra precarietà e previdenza, frequenti episodi di non-occupazione all’inizio della carriera lavorativa hanno effetti rilevanti sulle pensioni future di chi è nato dopo il 1980 ed è perciò interamente assoggettato al regime contributivo. Da qui, la proposta: «questo rischio potrebbe essere in parte coperto fiscalizzando una componente dei contributi previdenziali all’inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto a tempo indeterminato».

Significa che lo Stato paga una parte dei contributi previdenziali, incentivando le assunzioni e incrementando la posizione contributiva per la pensione. Una misura che «al contrario di molte di quelle proposte nella cosiddetta fase due del confronto governo-sindacati sulla previdenza, opererebbe un trasferimento dai lavoratori più anziani e dai pensionati verso i giovani e assicurerebbe sin d’ora uno zoccolo minimo di pensione a chi inizia a lavorare, oltre ad incoraggiare le assunzioni a tempo indeterminato. Al contrario, bloccare l’adeguamento dell’età pensionabile agli andamenti demografici non è affatto una misura a favore dei giovani. Scarica sui nostri figli e sui figli dei nostri figli i costi di questo mancato adeguamento».

Altra proposta per rendere più competitivo il mercato del lavoro e la sua sostenibilità, introdurre il meccanismo dell’assicurazione salariale per chi cambia lavoro, che salvaguarda per un determinato periodo il livello di stipendio precedente.

Un insieme di proposte che, prevedibilmente, movimenterà il dibattito sui temi del lavoro nei mesi a venire.

By | 2017-10-23T04:54:06+00:00 09, 09, 2017|News|

About the Author:

Marina Verderajme

Marina Verderajme Giornalista Direttore di jobfarm.it news si occupa da oltre 15 anni di formazione lavoro risorse umane. Dirige SportelloStage.it partner di Recruit srl agenzia di intermediazione e Ems societa consulenza hr