Lavoro, ecco il piano del governo per ridurre la disoccupazione giovanile

Con il dimezzamento dei contributi, il Governo punta a incentivare, per il primo anno, fino a 300 mila assunzioni stabili di giovani. Lo ha affermato Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, aggiungendo che, molto probabilmente, le imprese potranno usufruire dei nuovi sgravi per i neoassunti under 29: “Fissare l’asticella a 29 anni è una scelta ‘preferibile’ per rispettare le norme europee che chiedono di non discriminare per età”, ha spiegato Leonardi.

La nuova decontribuzione permanente, con il dimezzamento dei contributi per i primi due o tre anni dall’assunzione stabile, avrà un tetto pari a 3.250 euro. Nonostante questo, “la stragrande maggioranza delle assunzioni” rientrerà appieno nel 50% di sconto, visto che “circa il 75% dei giovani sta dentro questa soglia con il salario in entrata” nel mondo del lavoro.

“Stiamo esplorando – ha proseguito Leonardi – anche la possibilità di un successivo taglio del 3% all’infinito” dei contributi, ma anche in questo caso si creerebbe un problema con le norme europee.

Le misure attualmente all’esame del Governo dovranno essere messe a punto entro il 20 settembre 2017, quando verrà poi presentato il Documento di Economia e Finanza. Per ora, quel che è certo è che le risorse saranno limitate e gli interventi mirati e selettivi, come annunciato dallo stesso premier, Paolo Gentiloni.

Le agevolazioni – che riguarderanno con molta probabilità solo le assunzioni a tempo indeterminato – consisteranno nella riduzione al 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per i primi due anni, mentre dal terzo anno lo sgravio sarà strutturale, con una riduzione di 3 o 4 punti percentuali.

Enrico Morando, il viceministro all’Economia, ha precisato che queste agevolazioni non avranno effetti sulla pensione, dato che l’aliquota di computo delle prestazioni previdenziali resterà ferma al 33% della retribuzione, scongiurando così il rischio che i costi della misura siano scaricati di fatto sui diretti interessati con una decurtazione della pensione futura.

La nuova manovra non verrà riconosciuta a quelle aziende che hanno già sfruttato gli incentivi del Jobs act e che hanno poi licenziato i dipendenti. E questo, nelle intenzioni del Governo, per impedire che lo sgravio contributivo venga letto come un elemento temporaneo – o semplicemente illusorio – per combattere il precariato.

Inoltre saranno previsti controlli più rigidi, proprio per evitare che le aziende approfittino della situazione: già con il Jobs act, infatti, alcune imprese avevano licenziato parte dei loro dipendenti per poi riassumerli incassando gli incentivi. Un meccanismo che garantirebbe al datore di lavoro un risparmio fiscale, ma che comporterebbe una perdita per chi oggi un lavoro ce l’ha e che quindi avrebbe solo apparentemente effetto sull’occupazione, poiché non si creerebbero nuovi posti di lavoro, bensì si sostituirebbero quelli già presenti.

By | 2017-10-23T04:54:22+00:00 01, 09, 2017|News|

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Simone Pivotto

Simone Pivotto si occupa per ACTL di marketing e comunicazione. Da sempre appassionato di nuovi media, opera come formatore in ambito social media marketing. Coniuga il mondo del digital con quello delle risorse umane lavorando all’inserimento dei profili più giovani nel mondo delle professioni digitali.