Intervista a Paolo Citterio – La formazione: leva fondamentale per lo sviluppo professionale

Abbiamo intervistato Paolo Citterio, Presidente e fondatore di GIDP – Associazione che riunisce Direttori e Dirigenti delle Risorse Umane, in merito al Master di Specializzazione in Risorse Umane organizzato da Job Farm.

GIDP patrocina il Master di Specializzazione in Risorse Umane organizzato da Job Farm a Milano, in partenza il 3 febbraio 2018; perché nell’attuale scenario delle risorse umane bisogna investire nell’aggiornamento e nella formazione professionale?

Le persone che si sono appena laureate hanno difficoltà a lavorare, soprattutto nel settore delle HR perché nessuno di loro conosce gli argomenti fondamentali della professione come: il pay-roll, le relazioni industriali (accordi con il sindacato) e il recruiting. I nuovi selezionatori non sanno quale particolarità ricercare per selezionare il profilo giusto. La laurea conseguita in una prestigiosa università non basta, serve il potenziale; per questo molte aziende fanno una valutazione per reperire le poche persone con competenze e profili qualificati. Avere dimestichezza con la contrattualistica è molto importante, oltre ad essere una competenza richiesta dal mercato è una skill da potenziare per un laureato.

In questi ultimi anni abbiamo notato una maggiore spinta a livello occupazionale nel settore delle Risorse Umane. Che consiglio darebbe a coloro che intraprendono questo percorso o lo stanno concludendo?

Conoscere bene la lingua del mondo: l’inglese. Perché se non conosci questa lingua non potrai mai fare carriera e se lavorerai all’interno di una subsidiary di una multinazionale tutte le comunicazioni con la Direzione, dall’email alle riunioni, saranno in inglese. Non saperlo vuol dire essere tagliato fuori, messo da parte. Ad esempio quando andai, nel 2005, a fare un colloquio per una azienda francese, ovviamente iniziammo parlando in inglese ma quando poi accennai al francese, l’incontro prese un’altra piega.

Questo per dire che cosa: se conosci l’inglese sei a buon punto ma se conosci anche la lingua del gruppo quasi sicuramente sarai assunto.

In che cosa, secondo lei, l’università dovrebbe investire per formare nuovi risorse del mondo HR?

Dopo l’università è importante fare uno stage, perché chi esce dalla triennale non sa stare in ufficio e rapportarsi con l’organigramma aziendale. Se l’università facesse dei corsi ad hoc su com’è l’azienda, sviluppando le varie arie tematiche e i ruoli, come ad esempio CEO, HR Director, CFO, ufficio acquisti, amministrazione e così via, i nostri ragazzi farebbero una scelta consapevole e probabilmente più rilassata una volta laureati. In questo modo uno studente può ad avere una panoramica dell’azienda, appassionarsi ed interessarsi ad un determinato settore e approfondirlo scegliendo una specializzazione mirata.

Questa però dovrebbe essere una buona pratica da adottare in tutte le facoltà.

Job Farm in collaborazione con Ems, GIDP e Samsung organizza per il 31 gennaio, a Milano, il convegno su “Digital Transformation – Opportunità e strumenti per le Risorse Umane” quali strumenti devono o dovrebbero adottare le aziende per allinearsi con le richieste del mercato e con le richieste degli attuali e dei futuri dipendenti?

Solo i giovani riescono a comprendere perfettamente quello di cui le aziende hanno bisogno. Per i più giovani è tutto molto più facile, per gli altri c’è la formazione. Gli over 50, che sono ancora in azienda, sono molto indietro e quindi devono partecipare a corsi di aggiornamento o formazione per cercare di rimanere al passo con i colleghi più giovani. Le aziende devono adottare un sistema di formazione mirato e costante ma soprattutto devono ascoltare i propri dipendenti. I dipendenti devono essere messi in condizione di lavorare nella maniera migliore possibile e questo, non si riferisce esclusivamente ad un aggiornamento degli strumenti ma anche per quanto riguarda la mentalità aziendale.

La digitalizzazione all’interno delle Risorse Umane è un argomento attuale. A che punto sono le nostre aziende?

Siamo all’inizio ma anche le HR devono adeguarsi ai tempi, in particolare per quanto riguarda il digital HR e il pay-roll. Se le aziende non vogliono affidare il servizio di pay-roll ad un ente esterno hanno solo due opzioni: cercare le risorse che hanno queste competenze per inserirle in aziende o formare i propri dipendenti. Come si può notare, abbiamo ancora molta strada da fare.

Quanto sono importanti i social media nel mondo della selezione?

Moltissimo. Molte aziende spingono i propri selezionatori a reperire i migliori talenti all’interno di piattaforme social come LinkedIn. Questo strumento può essere veramente utile per reperire i profili migliori, contattandoli direttamente.  Un laureato o neo laureato deve assolutamente avere un profilo LinkedIn, a maggior ragione se lavora nelle HR.

Nel 2017 avete realizzato numerosi convegni ed incontri. Cosa avete in programma per il 2018?

Oltre i convegni noi facciamo anche delle indagini che vengono riportate sui quotidiani nazionali, quella più importante è l’osservatorio sui neolaureati, il 2017 è stata la nostra 33° pubblicazione, presentata in Assolombarda.

By | 2018-01-26T19:57:32+00:00 26, 01, 2018|News|

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Marina Verderajme
Marina Verderajme Giornalista Direttore di jobfarm.it news si occupa da oltre 15 anni di formazione lavoro risorse umane. Dirige SportelloStage.it partner di Recruit srl agenzia di intermediazione e Ems societa consulenza hr