Lo stage come opportunità per scovare i migliori talenti [Intervista]

Intervista a Marina Verderajme, Presidente di Job Farm

Lo stage è spesso il primo contatto con il mondo del lavoro per i millennials, una generazione esigente e dalle grandi aspettative. Ma dal momento che i candidati stagisti hanno all’attivo solo un percorso di studi o poco più, come si possono identificare e attrarre i migliori? Lo abbiamo chiesto a Marina Verderajme, Presidente di Job Farm.

 

Lo stage come porta d’ingresso nel mondo del lavoro per i millennials. È ancora così?

Secondo quanto emerso dal nostro Osservatorio SportelloStage 2017, ben il 43% dei nostri tirocini è diventato occupazione stabile. Rispetto al passato è però cambiata la metodologia di recruiting. Oggi le nuove generazioni si muovono su canali meno formali: da Linkedin alle piattaforme di digital recruitment (come CornerJob).

 

 

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Che differenza c’è fra stage e apprendistato?

Lo stage è un periodo di orientamento e di formazione, svolto in un contesto lavorativo e volto all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Non si configura come rapporto di lavoro. Esistono due tipi di tirocini: i tirocini curriculari, rivolti ai giovani frequentanti un percorso di istruzione o formazione e finalizzati ad integrare l’apprendimento con un’esperienza di lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dai regolamenti di istituto o di ateneo ed è promosso da scuole, università o enti di formazione accreditati. I tirocini extracurriculari, invece, sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali dei giovani tramite un periodo di formazione in un ambiente produttivo e quindi con la conoscenza diretta del mondo del lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dalle Regioni e dalle Province autonome che decidono, ad esempio, l’ammontare del rimborso spese.

L’apprendistato è diverso. Si tratta di un vero e proprio contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile. La tipologia di cui noi ci occupiamo maggiormente è l’apprendistato professionalizzante, per i giovani dai 18 ai 29 anni compiuti, finalizzato ad apprendere un mestiere o a conseguire una qualifica professionale.

 

Un consiglio per gli HR Manager: come formulare un progetto di stage “engaging”?

Credo che la cosa più importante, e allo stesso tempo difficile, sia far capire all’azienda l’importanza della comunicazione verso i futuri dipendenti. L’attività di recruiting presenta forti implicazioni legate al marketing e quindi deve saper comunicare efficacemente al proprio target: i millennials. È questo il target a cui gli HR Manager devono fare riferimento e che devono coltivare, anche attraverso iniziative di employer branding.

 

Quali sono le skills da cercare nei candidati stagisti?

A differenza di una normale ricerca, trattandosi di profili senza esperienza, il focus non è sulle competenze specifiche. Le variabili da verificare sono, senza dubbio, quelle personali e relazionali. Possiamo annoverare in questo insieme skills quali spirito commerciale, capacità di adattamento, flessibilità, problem solving. Inoltre vanno approfondite l’attitudine a imparare e la motivazione per la posizione in questione: aspetti decisivi per una buona riuscita del percorso di stage.

 

Com’è cambiato il ruolo del tutor?

Il tutor è, a tutti gli effetti, il vero “angelo custode” dello stagista in azienda. Il suo ruolo oltre a rimanere focalizzato sulla trasmissione di competenze e di prassi aziendali assume sempre più valore anche dal punto di vista relazionale. Il buon inserimento in azienda del tirocinante avviene anche attraverso la creazione di un rapporto di fiducia e dialogo con le altre risorse e, su questo versante, il tutor svolge un ruolo di primaria importanza.

 

L’offerta di stage può essere uno strumento di employer branding?

Come tutti gli assunti, anche lo stagista fa parte dell’azienda ed è una risorsa. Più la persona matura senso di appartenenza all’impresa, più questo si riflette positivamente sull’immagine che può trasmettere dell’azienda nella quale è inserito. Non a caso sono sempre più le multinazionali che si rivolgono, con risultati soddisfacenti, alla nostra Job Farm, per la realizzazione di progetti di employer branding customizzati sul target under 29.

da: blog.cornerjob.com

By |2018-05-01T14:18:23+00:0021, 04, 2018|News|

About the Author:

Marina Verderajme
Marina Verderajme Giornalista Direttore di jobfarm.it news si occupa da oltre 15 anni di formazione lavoro risorse umane. Dirige SportelloStage.it partner di Recruit srl agenzia di intermediazione e Ems societa consulenza hr